Tac-pet e sale operatorie si sblocca l’appalto conteso
Il Consiglio di Stato dà il via libera alla ristrutturazione dell’ospedale da 9 milioni Revocato l’affidamento a una ditta di Cremona, i lavori a un’azienda di Casoli
PESCARA. Si sblocca un appalto conteso che sfiora i 10 milioni di euro per costruire un locale per la Tac-Pet – il macchinario per la cura dei tumori, l’unico in Abruzzo, si trova ancora in un camion preso in affitto – per realizzare altre 8 sale operatorie e per mettere l’aria condizionata all’obitorio dell’ospedale di Pescara. La svolta è racchiusa in una decisione del Consiglio di Stato che cambia la storia dell’appalto: per i giudici, la Asl ha sbagliato nell’affidare l’appalto a una ditta di Paderno Ponchielli in provincia di Cremona, la Paolo Beltrami spa, che aveva presentato un ribasso d’asta superiore al 30 per cento. L’affidamento alla Beltrami risale al 25 febbraio dell’anno scorso. Quasi un anno dopo arriva la sentenza che ribalta tutto e mette una pietra sopra a oltre 6 mesi di controlli amministrativi della Asl: prima il Tar e poi il Consiglio di Stato hanno deciso che la Beltrami non aveva i requisiti per partecipare al bando della Asl e, di conseguenza, che l’appalto per la ristrutturazione dell’ospedale deve essere assegnato alla seconda classificata, una ditta di Modena, il Consorzio imprenditori edili Cme, consorziata con l’impresa Di Carlo di Casoli. I giudici hanno sconfessato l’operato del personale amministrativo della Asl. E adesso la Asl, con le sentenze in mano, ha annullato l’aggiudicazione alla Beltrami: la delibera è uno degli ultimi atti firmati da Claudio D’Amario, l’ormai ex direttore generale diventato subcommissario alla Sanità in Campania e sostituito da Armando Mancini.
Oltre al ricorso, il Cme aveva presentato anche una segnalazione all’Autorità nazionale anticorruzione, l’ente guidato dal magistrato Raffaele Cantone, per denunciare «la sussistenza di un possibile profilo di illegittimità nel comportamento della Asl». L’Anac aveva aperto una procedura ma, adesso, è cessata la materia del contendere.
Sono 6 le ditte che avevano partecipato alla gara d’appalto per la ristrutturazione dell’ospedale, dai lavori edili alla fornitura di apparecchiature. Tra queste, tre aziende abruzzesi: la Dino Di Vincenzo di San Giovanni Teatino (con una coop di Bologna, il Consorzio cooperative costruzioni), la Angelo De Cesaris di Francavilla (con l’azienda di Sora Delta lavori) e la Di Carlo Di Casoli (con il Cme di Modena). Le altre ditte partecipanti erano state la Inso di Firenze e la Scoglio di Sant’Antimo nel Napoletano.
La Beltrami aveva vinto l’appalto con un’offerta da 8,7 milioni di euro (oltre il 30 per cento di ribasso). Cme-Di Carlo si erano classificati secondi con un’offerta di 9 milioni (19 per cento di ribasso). Al terzo posto, si erano piazzate le imprese Delta Lavori-De Cesaris (20 per cento di ribasso). Inizialmente, l’offerta della Beltrami era stata sottoposta a un controllo interno della Asl perché considerata «anormalmente bassa», ma poi, al termine dei conteggi, la stessa Asl l’aveva definita «nel suo complesso seria e affidabile».
Il contenzioso ha fatto perdere quasi un anno: la progettazione degli interventi di ristrutturazione dell’ospedale era cominciata nel 2012 e i lavori, sulla base delle prime indicazioni, dovrebbero durare due anni. Ma non partiranno subito: la Asl deve ultimare ancora i controlli sulla documentazione della Cme-Di Carlo. L’appalto prevede la «ristrutturazione» del reparto di Medicina nucleare, del blocco operatorio e del servizio mortuario e la «fornitura e montaggio» di attrezzature sanitarie.
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