Tagli ai lecci in via Milite ignoto, è scontro

22 Luglio 2018

Comune e agronomi respingono le critiche degli ambientalisti: potature necessarie contro i parassiti

PESCARA. È di nuovo scontro tra ambientalisti e agronomi sugli alberi della città, dopo le recenti polemiche sul progetto di via Aterno che prevede il taglio di 40 piante e la piantumazione di 80. Venerdì scorso, Italia nostra e le associazioni riunite nel comitato «Salviamo gli alberi» hanno contestato le potature dei lecci di via Milite ignoto e hanno definito il lavoro, svolto da una ditta incaricata dal Comune, «uno scempio da parte di operatori incompetenti». Ieri è arrivata la replica del vice sindaco e assessore al verde Antonio Blasioli e del presidente dell’Ordine degli agronomi della provincia di Pescara Matteo Colarossi. Entrambi hanno respinto al mittente le critiche spiegando che le potature sono a scopo curativo e si sono rese necessarie per salvare i lecci dalla cocciniglia.
«Nessuno può criticare se non ha le medesime competenze professionali», ha esordito Colarossi, «ovvero, le lauree in Agraria e in Scienze forestali, l’abilitazione professionale con l’iscrizione all’Albo dei dottori agronomi e forestali. Come nell’estate scorsa, il Comune sta giustamente attuando misure agronomiche per la difesa sanitaria dei lecci dal kermococco vermiglio, una cocciniglia che sta portando alla morte rapida molti alberi di questa specie presenti in città».
«Le difficoltà della difesa sanitaria nei confronti di questo terribile parassita», ha spiegato il presidente dell’Ordine, «è legata al divieto di utilizzo di fitofarmaci tradizionali, a tutela della salute umana. Proprio in base a questo divieto, si hanno armi spuntate nella lotta a questo parassita e quindi le potature verdi estive e in questo caso fitosanitarie, correttamente realizzate senza rovinare la struttura delle piante, sono al momento l’unico mezzo per limitare l’avanzata della cocciniglia». «Potare il leccio togliendo le parti malate e il seccume», ha aggiunto, «riduce infatti l’insorgenza di altre fitopatie, come la fumaggine che debilita ancora di più l’albero. Forse, è meglio vedere solo per qualche mese delle chiome non folte, anziché far morire tutti i lecci di Pescara».
Dello stesso avviso il vice sindaco Blasioli. «Le potature dei lecci non rappresentano affatto uno scempio, né sono improvvisati», ha commentato, «ma servono per combattere la cocciniglia. Questo gli ambientalisti dovrebbero saperlo. L’effetto voluto è visibile, perché è stato già verificato sui lecci di corso Umberto». (a.ben.)
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