Tagli all’ospedale di Popoli Comune contro la Regione

6 Febbraio 2018

Pronto un ricorso per bloccare l’Atto della Asl che declassa alcuni reparti Galli: «Violata la legge che proroga l’apertura della struttura fino al 2021»

POPOLI. Il 24 gennaio scorso, la giunta regionale ha approvato l'Atto aziendale della Asl di Pescara con contenuti ritenuti divergenti rispetto a quelli della legge votata dal Parlamento che prevede per l’ospedale di Popoli una proroga per rimanere aperto e pienamente funzionante fino al 2021. «Le risoluzioni di questo atto», afferma il sindaco Concezio Galli, «rappresentano l'ennesima scelta assolutamente non condivisa dall'amministrazione comunale di Popoli rispetto ad una politica sanitaria regionale che continua a danneggiare l'Abruzzo interno».
Con Galli si dichiarano d'accordo gli esponenti del gruppo di minoranza Prima Popoli, Mario Lattanzio e Vanessa Combattelli, nonché gli esponenti del movimento «Avanti tutta indietro non si torna», rappresentati da Luigi Liberatore. «Vorrei ricordare alla Regione», fa presente Galli, «che l'approvazione dell'ulteriore emendamento, proposto da Antonio Castricone, che proroga la riorganizzazione del nostro presidio ospedaliero fino ad aprile 2021, è legge dello Stato e come tutte le leggi vanno rispettate. Mantenere sulla carta il nostro ospedale e non prevedere personale medico ed infermieristico in numero adeguato, il non concretizzare gli investimenti previsti dalla programmazione aziendale, vuol dire continuare ad attuare scelte che non fanno l'interesse della nostra comunità».
«La Radiologia», fanno notare Lattanzio e Combattelli, «viene infatti declassata ad unità semplice, pur avendo macchine complesse: Tac, risonanza magnetica, mammografi. Non vengono reintegrati medici e infermieri che vanno in pensione. Tutto ciò rappresenta una grave ferita per il territorio, si è alzata la voce senza però riuscire a cambiare la verità dei fatti». Il Comune di Popoli ha deliberato di ricorrere in appello per quanto riguarda i ricorsi presentati nel 2017 contro i decreti commissariali del presidente della Regione Luciano D'Alfonso e la delibera 734 della Asl di Pescara. «Inoltre», spiega il sindaco, «abbiamo affidato l'incarico legale per verificare la possibilità di ricorrere al Tar contro la delibera della giunta regionale relativa all'approvazione dell'Atto aziendale. Chiediamo il rispetto delle leggi e soprattutto la nostra è una battaglia contro una politica regionale che continua ad impoverire le zone interne a discapito della costa e in ambito sanitario a vantaggio delle strutture private».
Secondo «Avanti tutta», la delibera di giunta «approvata da D'Alfonso e dai componenti dell'esecutivo Lolli, Paolucci e Pepe, peggiora quelle che erano state finora le bozze contestate. C'è molto rammarico nel constatare che solenni promesse, fatte fra l'altro ai cittadini, vengano disattese. C'è rammarico anche per gli assessori assenti (Di Matteo, Gerosolimo e Sclocco) che si ergono a paladini del territorio, ma poi non trovano il tempo per assumersene le tanto millantate difese». «La delibera così come è stata approvata», conclude Liberatore, «decreta inesorabilmente la fine dell'ospedale e lo fa in barba alle leggi vigenti (emendamento Castricone alla legge Lorenzin 2016 per il terremoto ed emendamento all'ultima Finanziaria)». Il movimento «Avanti tutta», pur appoggiando l'iniziativa del sindaco Galli per presentare un ricorso con il fine di ottenere la sospensione e la revoca della delibera, sta preparando un esposto alla magistratura per interruzione di pubblico servizio.
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