Tangenti, l’ex assessore Cuzzi incastrato dai dirigenti comunali

Inchiesta Grandi eventi, l’accusa: curava in prima persona gli eventi senza interessare gli uffici
PESCARA. «Ci siamo resi conto che Cuzzi non ha fatto l'assessore, ma l'organizzatore, perché fondamentalmente il suo ruolo è stato quello di organizzare eventi a Pescara. Si autosponsorizzava negli eventi che riusciva a realizzare, insieme a Cipolla, con un crescendo esagerato».
A parlare è uno dei tanti testimoni ascoltati dalla guardia di finanza che ha condotto le indagini sull'inchiesta "Grandi Eventi", sotto la guida del pm Luca Sciarretta, che ha portato agli arresti domiciliari tre politici e due imprenditori dello spettacolo. Nella misura cautelare firmata dal gip Elio Bongrazio figurano l'ex assessore Giacomo Cuzzi, la sua collega di giunta Simona Di Carlo, l'ex segretario cittadino del Pd, Moreno Di Pietrantonio, e gli imprenditori Cristian Summa e Andrea Cipolla.
E quelle dichiarazioni testimoniali sono state fondamentali per andare alla ricerca delle prove contro gli arrestati e non solo. Hanno permesso alla procura di disegnare il "sistema eventi", così come lo aveva concepito Cuzzi. La dirigente comunale Gabriella Pollio, che il gip cita nella sua ordinanza, è stata chiarissima nel descrivere l'attività di Cuzzi. «Tutto avveniva», ha detto agli uomini del colonnello Luca Lauro, «fuori dalle stanze degli uffici del settore, tanto è vero che venivano reclamizzate tutte le comunicazioni social dei vari eventi dell'assessore, prima ancora dell’emissione della delibera, prima ancora addirittura dell'invio al protocollo della proposta».
E quindi, spiega il gip, «una volta pubblicizzati in autonomia gli eventi musicali, gli uffici amministrativi erano costretti, per non far saltare l'evento, a emettere i relativi atti amministrativi senza che si effettuassero indagini di mercato finalizzate a ottenere il miglior prezzo che il Comune avrebbe dovuto pagare». Anche la responsabile del servizio cultura e turismo, Alessandra Di Zio, sentita come teste, riferì di «non aver mai partecipato all'organizzazione dei grandi eventi, curati in prima persona esclusivamente da Cuzzi». «In più di un'occasione l'offerta di un determinato artista», spiega il giudice riferendosi alle dichiarazioni della teste, «perveniva in Comune parecchi giorni dopo che sulla pagina social dell'assessorato al turismo era stato pubblicizzato l'arrivo del medesimo artista con manifesti e indicazioni della società riferibile a Cipolla, circostanza questa che dimostra come la scelta dell'aggiudicatario avveniva ben prima dell'offerta del Cipolla e in assenza di qualsivoglia gara o invito a partecipare rivolto agli altri promoter operanti nel territorio». Ed ecco il perché dei reati contestati che vanno dalla turbativa d'asta alla corruzione, al finanziamento illecito . "Emergono pertanto, a carico di Cuzzi - aggiunge il giudice - gravi indizi in ordine al ruolo di ispiratore e attuatore degli affidamenti in parola a Cipolla che in più di un'occasione inviava le proposte di affidamento a Cuzzi che, in qualità di organo politico dell'ente, non avrebbe dovuto occuparsi di questioni amministrative di competenza di funzionari e dirigenti amministrativi».
Una circostanza che secondo il gip farebbe emergere chiaramente «un accordo di natura corruttiva». Stando al teorema accusatorio, Cuzzi avrebbe gestito tutto da solo per favorire i due imprenditori, Cipolla e Summa, per ottenere da loro una serie di contributi per la campagna elettorale, ma non solo. E il rinvenimento di diverse fatture nelle carte delle società finite nel mirino della procura, confermano questa ipotesi. Fatture pagate dalle varie ditte riconducibili ai due imprenditori arrestati, relative però non all'organizzazione degli eventi che si erano accaparrati, ma a spese riconducibili a manifesti di propaganda elettorale e altro materiale del genere. Oppure la cena elettorale al Ristorante Bolsena: 150 pasti pagati dalla New Events di Cipolla. O ancora, sempre per la campagna elettorale del 2019, lo spettacolo pagato dalla New Events per 6.200 euro e fatturato dalla Just Me Levarco srl che aveva scritto sulla giustifica: «Nostre spettanze comprensive di spese per organizzazione spettacolo musicale "Gemelli Diversi" in data 8 febbraio 2019 a Pescara». Ma c'è anche la «comparsata» del tenore Piero Mazzocchetti e di altri artisti che si sono alternati per la chiusura delle due campagne elettorali, quella per le regionali, che ha visto Cuzzi escluso, e quella per le comunali dove invece è stato riconfermato come consigliere comunale. Sul sistema delle delibere il gip è stato chiaro nella sua ordinanza: Cuzzi non avrebbe rispettato le norme e infatti scrive che «11 contratti sono stati aggiudicati per importi superiori a 40mila euro e dunque essi non potevano essere oggetto di affidamento diretto senza la consultazione di altri operatori economici, ma era necessario procedere mediante cottimo fiduciario nel rispetto dei principi di trasparenza, rotazione, parità di trattamento, previa consultazione di almeno cinque operatori economici». E poi c'era il fatto, sottolineato nell'ordinanza, relativo al ruolo di Cipolla che non era certo infungibile e come lui se ne potevano trovare altri. Scrive il gip: «La prestazione di Cipolla è stata quella di utilizzare la prestazione artistica di soggetti di cui egli non aveva la rappresentanza; il suo ruolo era di semplice promoter che offriva ai vari enti tale prestazione ottenendone una percentuale di guadagno per l'opera di intermediazione e l'organizzazione dell'evento». Un «ulteriore profilo di illegittimità» riguarda il fatto che l'oggetto degli affidamenti «non era relativ o solo alla fornitura dell'artista, ma a tutti i servizi collaterali all'evento», come facchinaggio, sicurezza, service audio e luci, materiale pubblicitario, da affidare «mediante procedura negoziata».

