Tante imprese al collasso Scatta l’allarme camorra

3 Marzo 2021

Nel mirino bar e ristoranti: verifiche sulla banca dati della Camera di commercio

PESCARA. Il pericolo c’è. Nell’epoca della crisi provocata dalla pandemia un piccolo imprenditore in ginocchio può cedere alle pressioni di chi si presenta con tanti soldi, magari in contanti, manifestando interesse per l’attività. «Sì, il pericolo delle infiltrazioni criminali esiste, è concreto anche a Pescara e nella sua provincia, e proprio questo ci porta a tenere alta la guardia, anche se al momento parlare di infiltrazioni criminali è prematuro», dice Michele De Vita, segretario generale della Camera di Commercio di Chieti - Pescara, l’ente che supporterà il gruppo interforze presieduto dal prefetto Giancarlo Di Vincenzo, già al lavoro per tutelare l’economia legale e intercettare eventuali anomalie.
Nel mirino di questo gruppo i trasferimenti di immobili o quote societarie e i trasferimenti/subingressi nelle attività commerciali, per scovare passaggi dubbi. I primi ad essere presi in considerazione sono stati bar e ristoranti e l’esame ha riguardato i trasferimenti di attività e di immobili tra maggio e novembre dello scorso anno, hanno spiegato dalla prefettura al termine della riunione che ha visto la partecipazione dei rappresentanti della Direzione investigativa antimafia, della questura, del comando provinciale dei carabinieri, della Guardia di finanza e dell’Ispettorato del lavoro di Pescara. Il prossimo passaggio riguarderà «altri settori potenzialmente a rischio di infiltrazione della criminalità», annunciano sempre dalla prefettura assicurando che la situazione continuerà ad essere controllata «attentamente» e questo sarà possibile anche alla consultazione della Banca dati Rex della Camera di commercio. «È uno strumento innovativo di indagine e di intelligence nato a dicembre e già utilizzato in altre parti d’Italia con le stesse finalità», spiega sempre De Vita. Rex incrocia una mole imponente di dati, «segnalando le anomalie legate a nomi o società. Ed è una base di indagine che permette di esaminare, ad esempio, i trasferimenti di azienda e, tra questi, di prendere in considerazione quelli caratterizzati da determinati indicatori di interesse, dai movimenti di capitali alla provenienza da certe aree geografiche passando per nominativi specifici». Così, studiando vari parametri, le forze dell’ordine (che sono state formate all’utilizzo di Rex e potranno contare sull’assistenza dell’ente camerale) hanno la possibilità di «monitorare il sistema economico» per contrastare fenomeni distorsivi. Proprio parlando del lavoro su questo fronte il prefetto ringrazia i componenti del gruppo «per l’attenzione scrupolosa dedicata all’analisi della situazione, in modo da prevenire e contrastare i possibili tentativi della criminalità di approfittare della difficile fase economica» attuale.
Il percorso è ormai tracciato, tanto che già si annuncia la prossima riunione dello stesso gruppo, programmata dalla prefettura alla fine del mese di marzo. Domani, invece, alle 17, Di Vincenzo ha convocato i rappresentanti dell’Associazione bancaria italiana, i direttori di banca e i vertici locali di Confcommercio e Confesercenti. Sono state proprio le due associazioni di categoria, presiedute rispettivamente da Riccardo Padovano e Raffaele Fava, a sollecitare l’intervento del prefetto sul sistema bancario per chiedere di dilazionare e frazionare il pagamento degli interessi sul fido del 2020.
Tra il 28 febbraio e il primo marzo le imprese hanno ricevuto l’addebito delle somme dovute a titolo di interesse, come era previsto che accadesse, ma in questa fase, difficile come mai prima d’ora, Confcommercio e Confesercenti chiedono al sistema bancario un segnale di apertura per le piccole imprese che non riescono a fronteggiare questo impegno e che quindi, vanno messe nelle condizioni di chiedere un rinvio del pagamento. E il prefetto, dicono i rappresentanti delle due sigle, può giocare un ruolo prezioso nell’opera di persuasione degli istituti di credito. Il ricorso a questo tavolo nasce dal tentativo estremo di mettere gli imprenditori al riparo da un altro rischio, che si chiama usura e che potrebbe essere, anche quello, dietro l’angolo, per chi non intravede altre situazioni di salvezza per colpa del Covid che ha paralizzato il sistema economico. Proprio in tema di usura, è stato istituito uno sportello di informazione, orientamento e supporto per cittadini, famiglie e imprese: il servizio viene assicurato gratuitamente negli spazi della Camera di commercio, in via Conte di Ruvo. Fino ad oggi le richieste e le segnalazioni arrivate «sono poche». Ma la Camera di Commercio ricorda che il servizio «è disponibile, per chiunque avesse la necessità», conclude De Vita.
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