Tappeti liquefatti e marmi d’oriente in mostra a Roma

19 Febbraio 2016

L’italo-persiano Bassiri e l'azero Ahmed espongono fino al 29 marzo al Macro

ROMA. Bizhan Bassiri e la sua idea di Riserva Aurea. Spettacolare multiforme iconografia che si nutre della condizione magmatica e creativa del pensiero artistico. L'oro dei grandi Dadi della sorte, riflessi in loro stessi tra Serpi auree ed Erme tese a vigilare. Faig Ahmed e i suoi celebri “carpet works”, che trasformano il design secolare dei tradizionali tappeti dell'Asia centrale in imponenti opere d'arte contemporanea.

Una doppia mostra per un doppio racconto, due modi diversi di dialogare con l'Oriente a partire dalla forma e la sua rielaborazione. Con due artisti, l'italo-persiano Bassiri e l'azero Ahmed, che fanno della loro ricerca artistica una pratica di vita trascendentale, mistica. L'Iran incontra l'Azerbaigian al Macro Testaccio, il Museo d'Arte contemporanea di Roma. Fino al 29 marzo (info www.museomacro.org, pagina Fb, segui su Twitter) il padiglione 9B degli spazi dell’ex mattatoio di Testaccio accoglie “Points of Perception”, prima personale italiana in un museo di Faig Ahmed, a cura di Claudio Libero Pisano.

Parallelamente, è allestita “La Riserva Aurea del Pensiero Magmatico”, dedicata all'impeto creatore di Bizhan Bassiri, a cura di Bruno Corà. Un binomio di artisti provenienti dal Medio Oriente, lontani forse per produzione artistica ma evidentemente vicini per visione del mondo ed un pensiero che vede la creatività derivante da una forza trascendentale che prende forma attraverso l’artista stesso.

Lo mette nero su bianco lo stesso poeta e scrittore nato a Tehran nel 1954, giunto in Italia nel 1975 e che vive tra Roma e la provincia di Siena. Nell'incipit del suo “Manifesto del Pensiero Magmatico” (1984), davanti all'esperienza cosmica del vulcano e la sua forza creatrice, Bassiri dichiara: «Trovandomi per la prima volta sul cratere, ho sentito la condizione magmatica come fosse il sangue che circolava nelle vene e il cervello nella sua condizione creativa. Da allora, sono ospite di questo tempio dove i fantasmi prendono corpo e le pietre paiono come animali». In “La Riserva Aurea del Pensiero Magmatico” Bassiri rielabora i suoi elementi classici: il centro del lavoro sono i Dadi della sorte, affiancati da 6 Serpi auree e da una serie di sculture placcate d’oro composte da 12 Bastoni battenti, 4 leggii e 4 Erme, mentre 32 Erme ricoperte di zolfo fanno da sentinella. Questi lavori sono disposti nello spazio dell’ex Mattatoio su una superficie staccata dal pavimento di 6 cm e ricoperta di polvere di marmo, che termina in una parete blu al centro della quale è fissato un cristallo nero.

Se nel Manifesto Bassiri scriveva che «l’opera non si riflette nello specchio del mondo ma nel suo proprio», i lavori che compongono la mostra si aprono nella loro immagine speculare, innescando una relazione tra l’opera e il suo riflesso, mettendola in relazione con l’infinito. Ricerca mistica a cui approda, per altri percorsi, l'azero Faig Ahmed, nato a Baku nel 1982.

Tra i fili colorati dei suoi tappeti delle meraviglie – la cui lavorazione, assolutamente manuale, è affidata a tessitori abilissimi ed è talmente famosa da essere riconosciuta dall'Unesco nelle Tradizioni immateriali – si legge la voglia di stravolgere e di innovare antichi modelli. La personale di Ahmed espone una serie di opere site-specific che hanno come filo conduttore il Sufismo. L’artista, per paradosso, utilizza l’ascetismo sufi per interpretare la realtà nei suoi aspetti più concreti. L’arte, secondo Ahmed, è un passepartout eccellente per riconnettere passato e presente, tradizione e modernità. Le sue opere sono un messaggio di condivisione che pone interrogativi e sollecita stupore e meraviglia. La mostra è composta da grandi installazioni, video, e i suoi noti “carpet works”, con cui l’artista trasforma oggetti dalla tradizione secolare in imponenti opere d’arte contemporanea, creando manufatti che sembrano proiettati nel futuro grazie a un’estetica azzardata e fuori dal tempo, nonostante l’esecuzione fedele ad antichissimi procedimenti.

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