Tar, sindacati e avvocati contro la chiusura

Lettera dei 10 dipendenti: il nostro è un ufficio virtuoso, sopprimerlo sarebbe un danno
PESCARA. L’hanno chiamato un «paravento della riforma», «un’operazione fallimentare», «soltanto dannosa». Per la prima volta dipendenti, sindacati e avvocati si sono uniti in una battaglia, nel dire no alla soppressione del Tar di Pescara perché «non è vero che nel settore pubblico non si lavora», come hanno detto, «il nostro Tar è il primo d’Italia e sopprimerlo sarebbe un disastro per tutte le categorie che sono coinvolte». E’ nella sede del Tar che si sono ritrovati alcuni rappresentanti sindacali come Sandra Alberico della Cgil, Giampiero Fattore della Uil Fp e Davide Farina della Cisl che hanno spiegato, insieme al presidente dell’ordine degli avvocati Donato Di Campli e ad alcuni dipendenti del tribunale amministrativo, perché sopprimere il Tar è soltanto un danno. Dal confronto è nata una lettera firmata dai dieci dipendenti del Tar per opporsi allo spostamento della sede all’Aquila. «Raggiungere L’Aquila», hanno scritto i dipendenti, «sarebbe disagiato non solo per noi ma per i cittadini e per gli avvocati. Al Tar di Pescara vengono trattati ricorsi di rilievo notevole date le caratteristiche economiche e sociali del territorio e in tempi di ristretti che si dilaterebbero. Sopprimere il Tar sarebbe una sconfitta per la giustizia», hanno scritto i dipendenti rivolgendo un appello corale ai rappresentanti politici, a partire dal presidente della Regione Luciano D’Alfonso. «Chiediamo che il presidente, i deputati e i senatori abruzzesi facciano concretamente qualcosa per il Tar di Pescara», hanno detto, «i tempi sono stretti. Perché», si sono chiesti retoricamente, «sopprimere un ufficio che funzia? Non è questa la ricetta per salvare la pubblica amministrazione».
Durante l’incontro le varie parti hanno anche sottolineando come l’articolo 18 sia un controsenso rispetto agli obiettivi di «semplificazione» e «trasparenza» che si pone il decreto. In particolare, è stato anche fatto notare come tra gli otto Tar iniziali soltanto tre, quelli di Pescara, Latina e Parma sono a rischio soppressione: «Troppo pochi, con i loro 26 dipendenti, per risolvere il problema di razionalizzare la giustizia amministrativa o la pubblica amministrazione».
«Chiudere la sezione di Pescara», hanno condiviso, «una sezione virtuosa che lavora e che non ha arretrati e che è risultata la più produttiva d'Italia con una percentuale del 64% significherebbe creare disagi alla collettività». Per questo dipendenti, avvocati e sindacati hanno chiesto un intervento immediato della politica, richiesta a cui si è associato su Facebook il deputato grillino Gianluca Vacca ringraziando, ironicamente, Giovanni Legnini e D’Alfonso. (p. au.)
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