Tari, in ritardo il varo delle tariffe

11 Gennaio 2021

Il Comune non ha ancora deciso quanto si dovrà pagare quest’anno

PESCARA. Quanto si pagherà quest’anno per la tassa sui rifiuti? Non si sa. L’amministrazione comunale non ha ancora stabilito le tariffe da applicare alle famiglie e alle cosiddette utenze non domestiche, ossia bar, ristoranti, pizzerie, negozi, imprese, studi professionali, stabilimenti balneari.
Negli anni passati, le tariffe venivano approvate a dicembre prima del varo del bilancio di previsione. Il ritardo sarebbe dovuto al nuovo sistema di calcolo imposto dall’Arera, l’Autorità di regolazione energia reti e ambiente, basato sui costi effettivi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti. Per questo gli uffici comunali hanno preparato un piano economico-finanziario di gestione dei rifiuti di ben 100 pagine di difficile comprensione per chi non è un tecnico.
L’assessore ai tributi Eugenio Seccia assicura, comunque, che non ci saranno variazioni nella spesa per i contribuenti, perché le tariffe dovrebbero essere simili, se non uguali, a quelle dello scorso anno.
Ma il problema non è solo il ritardo nel varo delle nuove tariffe. Bisogna infatti ricordare che l’anno scorso l’amministrazione comunale, per aiutare le attività commerciali in difficoltà a causa dell’emergenza coronavirus, ha deciso applicare uno sconto del 25 per cento, calcolato sulla quota variabile della tassa annuale, alle utenze non domestiche che hanno dovuto sospendere, o hanno sospeso volontariamente, le proprie attività durante il periodo del lockdown, da marzo a maggio del 2020. Per consentire l’utilizzo dello sconto, il Comune ha deciso la sospensione del pagamento della quarta rata, in scadenza il 30 novembre dell’anno scorso, prevedendo un conguaglio per eventuali somme a debito o a credito con la prima rata di quest’anno.
Ma per questa operazione non sono state ancora fissate delle regole precise. Come non sono state indicate le varie scadenze dell’anno per il pagamento a rate della tassa. Negli anni passati, la prima rata si pagava entro la fine di marzo. Nel 2020, in piena emergenza coronavirus, i termini per i pagamenti sono stati prorogati con scadenze differenti in base al tipo di utenze. Così le utenze domestiche, ossia le famiglie, dovevano pagare la prima rata entro il 31 maggio. Mentre per le utenze non domestiche, cioè imprese, attività commerciali e professionali, il primo versamento era slittato al 31 agosto 2020.
Ora la questione Tari dovrebbe essere affrontata nei prossimi giorni dalla commissione Controllo e garanzia.(a.ben.)
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