Tari, l’ultima rata si paga entro il 30 Ma i commercianti sono esentati
Il versamento riguarda solo le famiglie che hanno deciso di dilazionare i pagamenti quest’anno Sono escluse imprese, negozi e locali che hanno sospeso l’attività durante il periodo del lockdown
PESCARA. Si avvicinano le ultime scadenze dell’anno per le imposte comunali. Entro la fine di questo mese, i contribuenti si dovranno recare di nuovo in banca o alle Poste per versare la quarta e ultima rata della Tari, cioè la tassa sui rifiuti. Ma attenzione, non tutti dovranno pagare. L’amministrazione comunale ha, infatti, deciso di sospendere l’ultimo versamento per le attività che sono rimaste chiuse durante il periodo del lockdown nella primavera scorsa. Ma ecco una breve guida per i contribuenti.
CHI DEVE PAGARE. Il versamento è dovuto da tutte le cosiddette utenze domestiche, ossia le famiglie che hanno deciso quest’anno di dilazionare il pagamento della Tari con le rate. Entro lunedì 30 novembre, quindi, si dovranno recare in banca o alle Poste per versare la quarta e ultima rata utilizzando gli appositi modelli F24 precompilati inviati direttamente a casa tra marzo e aprile scorsi da Adriatica risorse, la società comunale addetta alla riscossione delle tasse.
Si ricorda, in proposito, che la tassa sui rifiuti è dovuta da chiunque possegga o detenga, a qualsiasi titolo, abitazioni, locali o aree scoperte, a qualsiasi uso adibiti, suscettibili di produrre rifiuti. Vengono escluse dall’applicazione della Tari le aree scoperte pertinenziali o accessorie a locali tassabili e le aree comuni condominiali.
Le altre rate si dovevano versare entro il primo giugno (il 31 maggio era domenica), 31 luglio e 30 settembre. Mentre il termine per il pagamento in un’unica soluzione era fissato al 16 giugno.
CHI NON DEVE PAGARE. Il 10 ottobre scorso, la giunta comunale ha approvato una delibera, successivamente ratificata dal consiglio, con cui è stato introdotto uno sconto del 25 per cento sulla quota variabile della tariffa annuale per le cosiddette utenze non domestiche rimaste chiuse durante il lockdown. Si tratta delle imprese, negozi, locali pubblici, studi professionali e tutte le attività che hanno dovuto fermarsi, o hanno sospeso volontariamente il lavoro per tre mesi nel periodo di chiusura per l’emergenza coronavirus, ossia tra marzo e maggio scorsi. Per consentire l’applicazione di questo sconto, l’amministrazione comunale ha deciso di sospendere il pagamento della quarta e ultima rata della Tari, in scadenza alla fine di questo mese. Nel caso in cui dovessero risultare alla fine dell’anno somme a debito o a credito, si procederà ad un conguaglio con la prima rata in scadenza nel 2021. Lo sconto verrà applicato automaticamente alle attività obbligate alla chiusura, mentre quelle che si sono fermate volontariamente dovranno dichiararlo con un’autocertificazione al Comune.
Invece, se un contribuente dovesse aver già pagato l’intera quota annuale della Tari, riceverà un rimborso dal Comune, oppure la quota a credito verrà scalata dall’imposta dell’anno prossimo. La procedura, tuttavia, non è stata ancora fissata.
La decisione di scontare la tassa è stata presa dall’amministrazione comunale per aiutare le attività imprenditoriali in difficoltà economiche a causa del periodo di chiusuradi tre mesi.
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