Tari, la terza rata slitta al primo ottobre
Nuovo appuntamento per i contribuenti che hanno scelto il pagamento dilazionato, il termine è stato spostato di un giorno
PESCARA. Si avvicina un nuovo appuntamento con la tassa sui rifiuti. I contribuenti che hanno scelto di dilazionare i pagamenti della Tari, si dovranno recare in banca o alle Poste entro il primo ottobre per pagare la terza rata, la penultima di quest’anno. Il termine per il versamento, in realtà, era fissato al 30 settembre. Ma, dato che questo giorno cade di domenica, la scadenza slitta automaticamente al lunedì successivo, cioè al primo ottobre.
Il mancato rispetto di questa data comporta, almeno sulla carta, il rischio di pesanti sanzioni. Sanzioni che, tuttavia, non dovrebbero scattare subito, ma al termine del pagamento del saldo finale, a fine novembre, quando gli uffici avvieranno i controlli per verificare le singole posizioni dei contribuenti.
Non pagare nei termini previsti, comunque, determina automaticamente l’applicazione della sanzione, pari al 30 per cento dell’importo da pagare. Rimane però la possibilità di utilizzare il ravvedimento operoso, uno strumento che consente ai contribuenti di mettersi in regola entro il termine di un anno pagando sanzioni notevolmente ridotte. Ciò dà la possibilità ai cittadini che magari hanno saltato delle rate, di versarle seppure in ritardo con un minimo di aggravio, purché questo avvenga entro un anno dalla scadenza del tributo.
Così, ad esempio, se il pagamento avviene entro 14 giorni dalla scadenza, si dovrà versare lo 0,10 per cento in più giornaliero; entro un mese, l’1,5 per cento in più; entro 90 giorni, l’1,67 per cento in più; entro un anno, il 3,75 per cento in più. Oltre agli interessi.
Tempo fa l’assessore ai tributi Giuliano Diodati aveva spiegato al riguardo che «l’emissione degli avvisi di accertamento riguarderanno principalmente i contribuenti che hanno in modo conclamato e continuato omesso di pagare la tassa sui rifiuti». «L’ente», aveva aggiunto, «non ha mai erogato avvisi di accertamento per tardivo versamento, specie se si tratta di un ritardo di pochi giorni. Questo perché la nostra priorità è quella di recuperare le quote di evasione, un’operazione che in questi anni ci ha consentito di recuperare ingenti somme».
Ovviamente, la terza rata andrà pagata con uno dei modelli F24 recapitati dal Comune direttamente nelle case dei pescaresi nei mesi di marzo e aprile scorsi. Qualora i modelli non siano stati recapitati, o siano andati perduti, oppure non tengano conto dei fatti che determinano un diverso ammontare del tributo dovuto, i contribuenti potranno procedere al pagamento in autoliquidazione calcolando da soli gli importi e compilando gli appositi modelli F24.
In proposito, bisogna ricordare che sul sito Internet del Comune (www.comune.pescara.it) c’è una pagina dedicata proprio a questo. Basterà cliccare sull’icona «Cassetto fiscale» e inserire le proprie credenziali per scaricare i modelli F24 già compilati.
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