Tari, le bollette sono in ritardo: partono le proteste dei cittadini

Entro il 31 luglio si deve pagare la prima rata dell’imposta, ma i moduli non sono ancora arrivati Frattarelli: «Tante famiglie dovranno versare gli importi oltre il termine con relative sanzioni»
PESCARA. Mancano circa dieci giorni alla scadenza per il primo pagamento della Tari e migliaia di famiglie non hanno ancora ricevuto i bollettini precompilati per effettuare i versamenti. Sono già partite le proteste dei cittadini che temono di non fare in tempo a rispettare il termine del 31 luglio per la prima rata o per il versamento in un’unica soluzione.
Ieri mattina, il caso è stato affrontato dalla commissione Controllo e garanzia del Comune e durante i lavori è stato ascoltato l’assessore ai tributi Eugenio Seccia, il quale ha assicurato che i bollettini sono stati già spediti e arriveranno presto. Proprio la settimana scorsa l’assessore aveva fornito un report delle spedizioni della Tari. Eccolo: entro il 13 luglio scorso avrebbero dovuto essere inviati 25.000 bollettini; il 14 luglio, altri 12.000; e, infine, il 17 luglio, gli ultimi 22.000. Evidentemente, qualcosa non deve aver funzionato, perché molte famiglie non hanno ancora ricevuto i modelli F24 precompilati con gli importi da pagare per le quattro rate in scadenza il 31 luglio, 30 settembre, 31 ottobre e 30 novembre o per versare in un’unica soluzione la tassa entro il 31 luglio.
L’opposizione ha parlato di ritardi inaccettabili. «Sono migliaia», ha detto il capogruppo della lista civica Sclocco sindaco Mirko Frattarelli, «i cittadini pescaresi che non ricevono i bollettini Tari nella propria cassetta postale. Domani è il 20 luglio (oggi, ndr) e a fine mese ci sarà la scadenza per pagare la tassa. Il sistema organizzativo del Comune ha fatto acqua da tutte le parti e saranno migliaia i cittadini che, probabilmente, saranno costretti a pagare oltre la scadenza con relative more e sanzioni. Una falla senza precedenti che creerà scompiglio tra i cittadini».
«Perché così tanto ritardo?», si è chiesto il capogruppo, «in commissione Controllo e vigilanza l’assessore Seccia non ha fornito risposte, ma si è limitato a dire che entro il 23 luglio saranno spediti i bollettini a tutti quei cittadini che non hanno ancora provveduto a reperire i documenti tramite Spid o posta elettronica certificata». «Una limitazione, questa, imbarazzante», ha aggiunto, «perché vi sono famiglie, soprattutto anziane poco avvezze alla tecnologia, a cui andavano spediti con largo anticipo i bollettini cartacei Tari. Praticamente, si avrà solo una settimana di tempo per pagare ed essere in regola». «Una gestione raffazzonata di questo servizio che i pescaresi non meritavano», ha concluso il capogruppo, «sarebbe opportuna un’ulteriore proroga dei pagamenti per permettere anche ai tanti che sono e saranno in vacanza di mettersi in regola in tempo».

