Tari, niente aumenti per il 2022 Il Comune congela le tariffe

La giunta ha varato una delibera che proroga i prezzi dell’anno scorso per la raccolta dell’immondizia Eliminati gli sconti per l’emergenza Covid, la prima rata si deve pagare entro il prossimo 31 marzo
PESCARA. Buone notizie per i 60mila contribuenti pescaresi che ogni anno sono chiamati a pagare la tassa sui rifiuti. Per quest’anno, salvo diverse disposizioni nei prossimi mesi, non sono previsti aumenti. Venerdì scorso, la giunta comunale ha approvato una delibera, presentata dall’assessore ai tributi Eugenio Seccia, che proroga la validità delle tariffe approvate dal consiglio il 29 luglio del 2021.
Tariffe, peraltro, che hanno subìto un lieve ritocco all’insù per effetto delle disposizioni dell’Arera (Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente). Questa ha introdotto il cosiddetto metodo tariffario per la definizione del Piano economico finanziario della Tari, a partire dall’esercizio 2020. Punto cruciale del nuovo metodo tariffario, che ha comportato una netta differenziazione rispetto al precedente modello, sta nel considerare come dato di partenza non le previsioni dei costi di raccolta e smaltimento, ma quelli a consuntivo dei due anni precedenti l’elaborazione del piano di riferimento, quindi più realistici rispetto ai dati previsionali utilizzati in precedenza. Questo ha comportato per la gran parte dei contribuenti dei piccoli aumenti che sono stati applicati a conguaglio nel mese di dicembre scorso.
Ora, si riparte da quelle tariffe aggiornate a luglio 2021. La delibera approvata dalla giunta venerdì dà disposizione alla società di riscossione Adriatica risorse di «applicare in acconto, per il corrente esercizio 2022 e nelle more della definizione del nuovo piano tariffario secondo i dettami delle delibere Arera», è scritto, «le tariffe Tari previste per il 2021 approvate con delibera del consiglio comunale del 29 luglio 2021».
Da qui, la decisione di applicare l’imposta Tari in base a quelle tariffe per l’acconto 2022, salvo conguaglio. L’eventuale conguaglio, «sarà disciplinato con successivo atto deliberativo». Le date di scadenza di quest’anno per i pagamenti non subiranno modifiche.
In pratica, chi sceglierà il versamento dilazionato dovrà pagare la prima rata entro il 31 marzo; la seconda, entro il 31 maggio; la terza, entro il 30 settembre; la quarta, entro il 30 novembre. Invece, chi deciderà di pagare tutta la Tari, salvo eventuali conguagli, in un’unica soluzione si dovrà recare alle Poste o in banca entro il 16 giugno.
In compenso gli sconti e le sospensioni dei pagamenti, applicati lo scorso anno dall’amministrazione comunale per aiutare i contribuenti durante l’emergenza Covid, non sono stati prorogati.
Eventuali modifiche nel sistema tariffario potrebbero, però, essere decise durante l’approvazione del piano finanziario della Tari. Per questo, l’amministrazione non esclude di procedere con un successivo atto separato ad un conguaglio.

