«Tari più cara agli alberghi che ospitano profughi»

16 Marzo 2016

In commissione vigilanza le proposte per rendere la vita difficile agli operatori che puntano a riequilibrare i bilanci con i fondi statali destinati all’immigrazione

MONTESILVANO. Scoraggiare gli operatori interessati ad accogliere gli immigrati negli alberghi cittadini in modo da tutelare la vocazione turistica della città adriatica. È l’obiettivo annunciato dagli amministratori comunali che ieri mattina, in commissione vigilanza, hanno esaminato una serie di possibilità volte a scongiurare il rischio che la massiccia presenza di immigrati possa rendere meno appetibile Montesilvano ai turisti.

Su proposta del presidente di commissione, Anthony Aliano, e alla presenza del dirigente del settore finanze, Pietro Ventrella, i consiglieri di maggioranza e opposizione hanno valutato una serie di ipotesi che, adottate parallelamente, potrebbero portare ai risultati sperati. «Il binomio migranti hotel della riviera», è il parere di Aliano, «ha imposto un’approfondita analisi da cui è scaturita la volontà di approvare misure per disincentivare questo fenomeno, nostro malgrado sempre più in forte espansione. L’economia locale, già martoriata, necessita di essere tutelata da questa tendenza innaturale cui alcuni proprietari alberghieri sembrano voler ricorrere per risollevare con facilità le proprie malandate sorti».

La ricetta elaborata in commissione vigilanza prevede una serie di azioni, a cominciare da una maggiore pressione fiscale. «Proponiamo, previo interpello da rivolgere alla corte dei Conti e all’Agenzia delle Entrate», prosegue Aliano, «di inserire gli alberghi che perdono la propria connotazione turistica per aver accolto i migranti, in un’altra categoria tra quelle previste per l’applicazione della quota variabile della tariffa Tari, e il consequenziale aumento della relativa aliquota ai massimali previsti. A questo si aggiunge la nostra richiesta, da formulare al sottosegretario alla Giustizia, senatrice Federica Chiavaroli, di prevedere un’esplicita categoria, a oggi non contemplata, per l’applicazione dell’aliquota variabile Tari».

Tra le possibili iniziative c’è poi «l’istanza rivolta al prefetto affinché, sin dalla prossima gara, proceda con l’inserimento di un limite di 50 migranti per albergo», aggiunge l'amministratore. «Ciò renderebbe diseconomica la partecipazione degli alberghi che mai raggiungerebbero il completamento dei posti letto». Approdare sui banchi della commissione anche l’ipotesi di una proposta di legge regionale per escludere gli ohote che perdono la vocazione turistica dalle gare per l’accesso a contributi e fondi regionali ed europei destinati alle strutture alberghiere e ricettive, per almeno tre anni successivi alla conclusione del rapporto con la prefettura. Infine la ricetta montesilvanese anti-immigrati prevede di introdurre, laddove possibile, «una tassa di scopo per gli alberghi che ospitano i migranti», chiosa Aliano, «con le cui entrate poter costruire un consultorio polivalente destinato ai migranti».

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