Tarsu non pagata per sei anni: è caccia agli evasori

3 Novembre 2014

Montesilvano, si allarga l’accertamento del Comune Controlli dal 2008, ma è corsa per evitare la prescrizione

MONTESILVANO. Sono così tanti gli avvisi di accertamento della Tarsu da inviare agli evasori di Montesilvano e c’è troppo poco tempo per farlo che il segretario generale non metterà più la firma sulle bollette ma soltanto un timbro. Non è soltanto una curiosità del palazzo, ma la fotografia della corsa contro il tempo del Comune per mettere le mani su soldi freschi ed evitare di cadere nella trappola del dissesto finanziario: il Comune ha ordinato alla Soget di cercare gli evasori della tassa sui rifiuti andando indietro nel tempo dal 2013 fino al 2008. Ma per contestare i mancati pagamenti ci sono meno di due mesi di tempo. Il sindaco Francesco Maragno e l’assessore alle Finanze Caterina Verrigni lo sanno e, per questo, hanno ordinato agli uffici di stringere i tempi e di mandare le bollette entro fine anno.

Non è detto però che, per l’annualità 2008, il Comune riesca a recuperare le somme non pagate dagli evasori: senza contare l’anno di riferimento del tributo (2008), sono passati già più di 5 anni e, quindi, è possibile far valere la prescrizione della tassa. Se l’orientamento è questo, per il 2009, è necessario recapitare gli avvisi di accertamento nelle case di chi non ha pagato il tributo entro il 31 dicembre prossimo. Ecco perché il Comune vuole azzerare i tempi: mancano solo 59 giorni, comprese le feste dell’Immacolata, la vigilia di Natale, Natale, Santo Stefano e San Silvestro. Stringere i tempi, è la parola d’ordine. Anche quelli delle firme: è «necessario, visto l’elevato numero di avvisi da emettere, per praticità, efficienza ed economicità dei tempi», così dice una determina del segretario generale Alfredo Luviner, «sostituire la firma autografa prevista dalle norme che disciplinano i tributi locali sugli avvisi di accertamento Tarsu, e sugli altri provvedimenti collegati, con l’indicazione a stampa del nominativo del soggetto responsabile». Solo per il 2013, sono 8.940 gli avvisi da spedire. Per farlo l’amministrazione Maragno si è già rivolta alla Soget mettendo da parte 27.500 euro «per il rimborso delle spese di notifica da effettuarsi tramite l’utilizzo di messi notificatori».

Il Comune ha messo già nero su bianco come si dovrà pagare: «Una sola rata da pagare entro 60 giorni dalla notifica con la conseguente applicazione, in caso di mancato versamento della somma richiesta, della sanzione del 30 per cento».

Il Comune che dà la caccia agli evasori è sull’orlo del fallimento: un debito di 65 milioni di euro con lo sforamento, al 30 giugno scorso, del patto di stabilità per 11 milioni di euro circa. Con questi numeri, la possibilità del dissesto finanziario non è affatto esclusa. Per questo, il Comune ha chiesto alla Soget «di procedere con urgenza al recupero dell’evasione Ici per il 2011». Per l’Ici di tre anni fa, il lavoro della Soget comporterà una «presunta spesa di 67.500 euro».

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