Tassa di soggiorno, consiglio diviso
Un euro al giorno dalla prossima estate, ma manca ancora un piano marketing
PESCARA. La tassa di soggiorno approda in consiglio comunale, ma non c’è traccia del tanto atteso piano marketing promesso dall’assessore Giacomo Cuzzi. Il prospetto avrebbe dovuto accompagnare il nuovo balzello che il Comune vuole imporre sui turisti, chiarendo come saranno spesi i soldi incassati nei prossimi tre anni per ogni persona ospitata negli hotel e nelle strutture ricettive della città. Eppure questo documento non è mai stato varato dall’amministrazione di centrosinistra. Persino nelle 80 pagine del Dup, il Documento unico di programmazione valido per le annualità 2016/2018, presentato ieri mattina in aula, non figura neanche una parola sulla tassa sui turisti. Per questa ragione il centrodestra ha annunciato la presentazione di una valanga di emendamenti e ha anticipato la volontà di bloccare l’imposta di soggiorno. «Essendo una tassa di scopo», sottolinea il capogruppo di Forza Italia Marcello Antonelli, «è necessario definire prima lo scopo e successivamente ratificare le tariffe. Non sono contrario a prescindere, ma in queste condizioni non la votiamo. Il piano marketing non è un aspetto secondario, è strategico, visto che è atteso anche dalle associazioni di categoria. Purtroppo, devo constatare che l’assessore Cuzzi è da un anno che non fa altro che perdere tempo: sembra che stia tessendo la tela di Penelope, cucita di giorno per poi essere disfatta la notte».
Mercoledì la giunta ha approvato le linee guida sulla tassa di soggiorno, che dovrebbe entrare in vigore già dalla prossima estate e prevede il pagamento di 1 euro al giorno, per un massimo di una settimana di pernottamento, da parte dei turisti che alloggeranno in hotel, pensioni e camere in affitto. In attesa dell’esame del consiglio comunale (si prosegue oggi), parere contrario è stato espresso dalla commissione Cultura, mentre la commissione Finanze si è espressa per il sì, ma con il voto contrario della consigliera Pd Simona Di Carlo.
Intanto la seduta di ieri del consiglio comunale, aggiornata a questa mattina alle 9, è stata condizionata dalle polemiche sul Dup, giudicato da centrodestra e Movimento 5 stelle «inadeguato e lacunoso». «Avete fatto un lavoro imbarazzante», ha incalzato Vincenzo D’Incecco all’indirizzo dell’esecutivo, «dovreste alzarvi e andarvene: non c’è una parola sul tema della balneabilità del mare e su come questa amministrazione intenda risolvere il problema dell’inquinamento. Si cita l’affidamento del mattatoio comunale e la liquidazione di Pescara parcheggi, due cose già fatte, mentre non si fa riferimento alle modalità per incentivare la raccolta differenziata e i trasporti pubblici».
«Il Dup», gli fa eco Eugenio Seccia, «è un documento tecnico privo di contenuti di indirizzo politico amministrativo e di idee, redatto solo perché altrimenti il bilancio sarebbe stato illegittimo. Dal documento emerge il vuoto cosmico e l’assenza di strategie dell’attuale amministrazione, incapace di dare indicazioni e programmare strategie per lo sviluppo della città. Non una riga è stata dedicata al turismo e alle politiche di sviluppo dell’imprenditoria giovanile o alle infrastrutture tecnologiche». Discorso analogo è stato fatto da Enrica Sabatini (M5s): «Il Dup va riscritto totalmente», sintetizza, «chiedo un atto di serietà e onestà intellettuale: è arrivato il momento di pensare a come spendere i soldi dei cittadini».
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