Tassa di soggiorno “No” di opposizione e commercianti

5 Aprile 2018

Del Ciotto: «Ignorate le organizzazioni di categoria» Mantini: «Il Comune riduca le spese invece di tartassare»

FRANCAVILLA AL MARE. Piovono critiche per la scelta dell'amministrazione comunale di Francavilla al Mare di istituire l'imposta di soggiorno che graverà sui turisti e che verrà approvata nel consiglio comunale convocato per oggi alle ore 15,30. «Questo regolamento», dice Antonio Del Ciotto, presidente della Confcommercio di Francavilla, «arriva in consiglio senza che nessuna organizzazione di categoria sia stata coinvolta e ascoltata. Ci sembra pesante aggiungere una nuova imposta. Avremmo preferito avere un incontro per valutare insieme questa scelta. Poi abbiamo già ricevuto qualche prenotazione in vista dell'estate e adesso dovremo spiegare che c'è questa nuova ulteriore tassa».
«La tassa di soggiorno a mio giudizio non incentiva il turismo», sottolinea Alessandro Mantini del centrodestra per Francavilla, «che è già ridotto ai minimi termini. L’amministrazione comunale mette a bilancio una previsione di entrate pari a 150mila euro per il 2018 e non credo possa fare la differenza al Comune che spende mediamente poco meno di un milione di euro all’anno per feste e manifestazioni. Tra l’altro ho notato che nel bilancio di previsione la tassa di soggiorno è prevista solo per il 2018, nulla per il 2019 e 2020. Voglio sperare si tratti semplicemente di una svista». «Gli albergatori non sono stati contattati anche se la legge lo prevede», aggiunge Daniele D'Amario di Forza Italia, «tutto questo per rastrellare qualche soldo senza consultarli e senza fare una ricognizione dei bed & breakfast presenti in città. E questa amministrazione non si è mai concentrata nel puntare sulle seconde case di proprietà che sono la reale risorsa. Iniziammo un lavoro di questo tipo che dopo è stato tralasciato ».
Offre un altro spunto Stefano Di Renzo di Art.1-Mdp: «Mi sembra una delibera contraddittoria. Prima di parlare di tasse di soggiorno l’amministrazione avrebbe dovuto porre in essere politiche tali da garantire lo sviluppo del turismo, la permanenza degli alberghi, la qualità dell’offerta ricettiva. Aspetti purtroppo ancora deficitari, non dimentichiamoci infatti che questa amministrazione ha preferito in questi anni trasformare i pochi alberghi rimasti in appartamenti e investire risorse importanti in concerti che di certo non si addicono al target di turisti stanziali cui la tassa si riferisce. Lavorare a un piano marketing del turismo è la priorità».
«Se l’amministrazione comunale», afferma Livio Sarchese del M5S, «si è indotta a volere proporre l’introduzione di una simile imposta, che è facoltativa, giocoforza dobbiamo trarre la conclusione che il bilancio presenta deficit, evidentemente non riconducibili solo al minore gettito dello Stato, ma anche ad una spesa eccessiva e a una riscossione difficoltosa. È vero, infatti, che detta conclusione trae fondamento anche dalla relazione dei Revisori dei Conti, nella quale si invita l’amministrazione a mettere in atto azioni incisive che consentano l’azzeramento dell’anticipazione di cassa che supera i 6 milioni di euro, per un indebitamento che non può superare i tre dodicesimi delle entrate correnti risultati dall'ultimo rendiconto, pari a 9 milioni 987mila 778 euro».
Loris Zamparelli