Tassa rifiuti e tavolini all’aperto: ecco cosa si pagherà a settembre

29 Agosto 2022

Sta per terminare la pausa estiva e per oltre 60mila contribuenti torna l’incubo dei tributi comunali  Entro il prossimo mese si dovranno versare la terza rata Tari e il canone per l’occupazione del suolo

PESCARA. Sta per terminare la pausa estiva e per 60mila contribuenti torna l’incubo delle tasse locali da pagare. Entro la fine del prossimo mese, si dovranno versare la terza rata della Tari e il Canone unico patrimoniale, ossia il canone per l’occupazione del suolo pubblico. Sono scadenze che interessano quei cittadini e quelle imprese che hanno deciso di dilazionare i pagamenti.
La Tari è dovuta da chiunque possegga o detenga a qualsiasi titolo locali o aree scoperte a qualsiasi uso adibiti suscettibili di produrre rifiuti. Con l’esclusione delle aree scoperte pertinenziali e accessorie a locali tassabili e delle aree condominiali. In caso di detenzione temporanea di durata non superiore a sei mesi nel corso dello stesso anno, la Tari sarà dovuta solo dal possessore a titolo di proprietà, uso, usufrutto, abitazione o superficie.
La tassa sui rifiuti viene corrisposta in base alla tariffa commisurata all’anno solare. Si compone di una parte fissa e una variabile, oltre al tributo provinciale del 5 per cento. La parte fissa è determinata tenendo conto delle componenti del costo del servizio di igiene urbana. La parte variabile copre, invece, i costi del servizio rifiuti integrato (raccolta, trasporto, trattamento, riciclo, smaltimento).
I contribuenti dovranno versare la tassa con i modelli F24 precompilati inviati nel marzo scorso da Adriatica risorse, la società comunale addetta alla riscossione dei tributi. Qualora i modelli non fossero stati recapitati, o non dovessero tenere conto dei fatti che determinano un diverso ammontare del tributo, il contribuente dovrà provvedere al pagamento in autoliquidazione, calcolando l’importo per evitare di incorrere in sanzioni.
Invece, il pagamento del Canone unico patrimoniale deve essere corrisposto solo dai contribuenti che abbiano dilazionato il versamento e l’importo del tributo sia superiore a 1.500 euro. Il canone riguarda le occupazione temporanee o permanenti del suolo pubblico, quindi anche i tavoli all’aperto di bar e ristoranti e la pubblicità.