Tassa sui cervi: 50 euro per sparare a Bambi Il Wwf rincara le accuse

Spunta il prezzario per i cacciatori che si porteranno a casa le prede Il costo arriva a 600 euro per i capi adulti uccisi da chi arriva da fuori
PESCARA. Quanto vale in Abruzzo la vita di un cucciolo di cervo? Solo 50 euro. E il Wwf rincara le accuse e tuona: «È inaccettabile». Così, dopo le 63mila firme finora raccolte on line dall’associazione animalista, spunta anche la tassa su Bambi.
Tra gli allegati alla delibera di Giunta regionale dell’8 agosto scorso, che ha approvato l’abbattimento di 469 cervi in due aree dell’Aquilano, infatti c’è un disciplinare che, tra le tante indicazioni, contiene un vero e proprio tariffario. I cacciatori assegnatari dei capi da uccidere dovranno versare un contributo economico, chiamato premio, all’Ambito territoriale di caccia (Atc) di riferimento di Avezzano, Sulmona, Subequano, L’Aquila e Barisciano. Le tariffe cambiano in base all’età, al sesso degli animali abbattuti e alla provenienza del cacciatore.
IL PREZZARIO.
Si parte da 50 euro per i piccoli minori di 12 mesi (perché si potrà sparare anche ai cuccioli), 100 euro per le femmine giovani e adulte, 150 euro per i maschi giovani e 250 euro per i maschi adulti. I cosiddetti premi aumentano se il cacciatore non è residente in Abruzzo tanto da arrivare fino a 200 euro per i cuccioli e 600 per un maschio adulto. In modo tale che l’Abruzzo diventi anche luogo ambito per il turismo della caccia, come Toscana ed Emilia Romagna.
Ci mancava, ora c’è.
PRESO PER LE CORNA.
Solo per i maschi adulti con trofeo, le tariffe non sono state riportate perché il prezzo sarà stabilito da un esperto di trofeistica abilitato e individuato dall’Atc.
Cos’è un trofeo? È un tipo di caccia per animali di taglia per lo più di grandi dimensioni, che si verifica solo grazie a una licenza speciale, ad esempio zanne di elefante, corna di rinoceronte, pelli di puma o leoni. In questo caso, quindi, il trofeo sono le corna del cervo. Ma chi sarà il beneficiario dei fondi?
CHI CI GUADAGNA.
«Non la comunità dove si svolgerà il prelievo, non le amministrazioni comunali, non il mondo agricolo, non le aree protette ma gli Atc, organismi sostanzialmente gestiti dai cacciatori che si appropriano, facendone profitto, della fauna selvatica che dovrebbe essere patrimonio di tutti», è l’accusa ulteriore mossa da Filomena Ricci, delegata del Wwf per l’Abruzzo. «Guarda caso», afferma l’ambientalista, «gli stessi Atc che hanno svolto il monitoraggio per stabilire la densità degli animali, sono quelli che organizzano il prelievo e alla fine presentano pure il conto».
LA CONSULENZA.
Secondo la delegata del Wwf, quindi, sarebbero stati gli Ambiti territoriali di caccia a fornire alla società toscana DreAm, incaricata dalla Regione a svolgere la consulenza che ha portato all’approvazione in giunta della delibera presentata da Emanuele Imprudente, vice presidente con delega alla caccia, i numeri dei cervi presenti in Abruzzo. Circa 7mila capi, tra cui ci sono quelli da abbattere a partite dal 14 ottobre prossimo fino al 15 di marzo del 2025.
E NON SOLO.
«Altro fattore che desta non poche perplessità», aggiunge la Ricci, «è una riflessione sulla densità dei cervi: l’Ispra, l’istituto deputato a rilasciare i pareri per gli interventi sulla fauna, indica come valore soglia per autorizzare la caccia di selezione quello di 2 capi per Km quadrato. Ma i comprensori 1 e 2, entrambi nell’Aquilano, che in Abruzzo saranno interessati dal prelievo venatorio hanno rispettivamente valori di 2,58 capi/km2 e 2,39 capi/Km2, di pochissimo superiori al valore soglia. Basti considerare che nell’Appennino Tosco Emiliano, una delle poche aree dove si fanno prelievi al di fuori delle Alpi, la densità è di 12 capi/Km2. Anche volendo prendere per buoni i dati presentati dalla Regione», conclude la delegata del Wwf, «la presenza dei cervi non è affatto così alta da giustificare la strage che si sta per compiere».
Contro la quale continua la petizione on line sul sito https://www.change.org/p/fermiamo-la-strage-dei-cerviinabruzzo per chiedere all’assessore Imprudente e al presidente della giunta, Marco Marsilio, di ripensarci sospendendo la delibera che non risparmia neppure Bambi. Ma finora nessuno dei due ha battuto ciglio. (l.c.)

