Tasse, bonus 200 euro e redditi: le agevolazioni del Decreto aiuti

30 Luglio 2022

I provvedimenti del Governo in dirittura d’arrivo: obiettivo il sostegno a chi guadagna di meno

Nella griglia del decreto Aiuti-bis, che dovrebbe approdare a un Consiglio dei ministri la prossima settimana, entrano un nuovo taglio dei contributi a carico dei redditi medio-bassi e una rivalutazione parziale delle pensioni, con un occhio di riguardo agli assegni più leggeri. Possibile anche l'allargamento del bonus 200 euro a categorie che non lo hanno ricevuto nella prima versione, come lavoratori stagionali e precari oltre all'abbattimento degli oneri di sistema sulle bollette per tutto il 2022 e al taglio delle accise sui carburanti fino a dicembre prossimo. Il governo Draghi sta lavorando alla definizione di un nuovo decreto Aiuti per famiglie e imprese contro la crisi che ha portato gli aumenti esponenziali di energia e materie prime. Il budget per le misure di sostegno alle famiglie potrebbe oscillare tra gli 11 e i 12 milioni di euro.
PRIMA DELLA CRISI
Un decreto Aiuti bis era previsto già prima delle dimissioni del presidente del Consiglio, Mario Draghi, del 14 luglio scorso ed è stato ricompreso, in quanto legato ad una effettiva situazione di emergenza non rinviabile, tra gli affari correnti che il Governo è chiamato a sbrigare, anche se dimissionario. Tra le proposte da inserire nel decreto Aiuti bis emerse prima della crisi figuravano il rinnovo del bonus da 200 euro, lo stop agli aumenti in bolletta per chi gode dei bonus sociali, ma anche il taglio al cuneo fiscale e dell'Iva per i prodotti di prima necessità. Nell'ultimo tavolo di confronto Governo-sindacati la piattaforma è stata rivista e limata, anche alla luce delle nuove richieste emerse.
LE PROPOSTE
Si lavora su due fronti, di pari passo: aiuti diretti alle famiglie per contenere i costi elevati di energia e beni primari di consumo e sostegno alle imprese, in particolare le Pmi. Il decreto Aiuti bis conterrà, con molta probabilità, l'allargamento del bonus 200 euro anche a categorie che non lo hanno ricevuto nella prima versione, come lavoratori stagionali e precari. Dato che il costo preventivato dell'indennità una tantum oggi in vigore è di ben 6,8 miliardi, non è escluso che in caso di rinnovo sia necessario un taglio dell'importo oppure della soglia di reddito per l'accesso, oggi fissata a 35mila euro, che verrebbe di fatto abbassata. In elenco anche l'abbattimento degli oneri di sistema sulle bollette per tutto il 2022 e il taglio delle accise sui carburanti fino a fine dicembre, prevista inizialmente fino al 21 agosto. A benzina e gasolio sarebbero riservati circa 2,5 miliardi; tra i 2 e i 3 miliardi serviranno per abbattere gli oneri di sistema anche nelle bollette degli ultimi tre mesi dell’anno. Ci saranno, inoltre, un taglio strutturale del cuneo contributivo che porterebbe ad aumenti nelle buste paga dei lavoratori da luglio a dicembre 2022 e la rivalutazione delle pensioni più basse anticipata al 2002 invece che gennaio 2023. Non si è parlato del taglio dell’Iva, misura che non incontra il favore dei sindacati, in quanto non rivolgerebbe le risorse ai ceti meno abbienti, ma a tutti i contribuenti senza distinzioni.
REDDITI BASSI
Per i redditi medio-bassi l’aiuto finirà direttamente nella busta paga o nella pensione. Nel primo caso, il decreto dovrebbe mettere sul piatto un rafforzamento della decontribuzione già avviata con l’ultima legge di Bilancio. I calcoli sono in corso: l’intervento potrebbe richiedere circa 1,5 miliardi raddoppiando di fatto il taglio dello 0,8% introdotto per il 2022 a inizio anno, ma non si esclude di arrivare fino all’1%. Toccherebbe, poi, al prossimo Governo confermare la riduzione del cuneo fiscale oppure riportare in alto la differenza fra il lordo e il netto in busta paga. Per i pensionati arriva, invece, un anticipo dei meccanismi di recupero dell’inflazione, che si tradurrebbe nell’aumento dell'assegno da settembre senza attendere gennaio 2023. Questa indicizzazione accelerata sarebbe calcolata sull’inflazione dei primi sei mesi dell’anno, più contenuta rispetto ai livelli attuali, e scaglionata in base al meccanismo delle fasce di pensione: il costo dell’operazione sarebbe inferiore a 1 miliardo.
PER LE IMPRESE
Si pensa al rinnovo dei vari crediti di imposta in scadenza. Nello specifico, la misura nuove imprese a tasso zero, i voucher digitalizzazione e le agevolazioni per Innovation manager, il microcredito per professionisti e imprese e fondo garanzia Pmi, il credito d’imposta per investimenti in attività di ricerca e sviluppo. Ancora in ballo il piano nazionale impresa 4.0 con il credito d’imposta per le spese di formazione del personale nel settore delle tecnologie, il credito d’imposta al 65% per le spese di riqualificazione, accessibilità e antisismica di alberghi e agriturismi e il credito d’imposta del 65% per riqualificazione agriturismi. Verrebbero prorogati anche la Nuova legge Sabatini per l'acquisto di beni strumentali d’impresa, il Patent box e crowdfunding per tutte le piccole e medie imprese e altre misure per l' internalizzazione delle aziende con il fine di aumentarne la competitività sui mercati.
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