Tasse, così le aziende possono risparmiare

13 Maggio 2021

Serve investire su ricerca e innovazione, ecco tutte le agevolazioni previste Sono centinaia le piccole, medie e grandi imprese regionali interessate

Le imprese che scelgono di investire in ricerca, innovazione e sviluppo pagheranno meno tasse. Le agevolazioni, erogate sotto forma di credito d'imposta, sono previste nel piano Transizione 4.0, che ha sostituito Industria 4.0, messo a punto dal ministero dello Sviluppo Economico e finanziato dalla legge di Bilancio 2021. Il programma prevede grande attenzione alla modernizzazione, agli investimenti green e alle attività di design. Sul piatto ci sono ben 24 miliardi di euro, che serviranno a sostenere gli investimenti delle aziende, sia in strumentazione e macchinari, che in beni immateriali.
Il provvedimento è retroattivo: consente di detrarre le spese fatte dal 1° gennaio 2020.
AUMENTANO LE DETRAZIONI. Rispetto a Industria 4.0, il piano Transizione 4.0 presenta diverse novità, a partire dall'aumento di tutte le aliquote di detrazione previste e dei massimali di spesa coperti dall’incentivo fiscale. Di contro, diminuiscono i tempi di fruizione degli incentivi: ad esempio, nel caso dei beni strumentali materiali, la fruizione dei crediti è stata ridotta a 3 anni. In altre parole, entro un triennio dall'investimento, le aziende potranno recuperare per intero le somme previste come detrazioni.
SOMME IN COMPENSAZIONE. Le agevolazioni continueranno ad essere erogate sotto forma di credito d’imposta fruibile esclusivamente in compensazione, in tre quote annuali di pari importo, a partire dall’anno della messa in funzione del bene acquisito e non dalla data di acquisto o dall’investimento. Per gli investimenti in beni materiali e immateriali, che superano i 300 mila euro, le aziende devono obbligatoriamente prevedere una perizia tecnica rilasciata da un ingegnere o da perito o, in alternativa, un attestato di conformità da un ente di certificazione accreditato.
INVESTIMENTI AGEVOLABILI. Nel caso di investimenti in beni “ordinari”, non innovativi e diversi da quelli 4.0, il credito d’imposta riconosciuto è pari al 6% della spesa sostenuta, con un tetto massimo di 2 milioni di euro. Per i beni immateriali il credito d'imposta è del 20% per investimenti, effettuati nel 2021, fino a 1 milione di euro.
Nel caso, invece, di beni materiali per il 2021 il credito d'imposta è del 50% per investimenti fino a 2,5 milioni di euro, del 30% per acquisti tra 2,5 e 10 milioni di euro e del 10% per gli investimenti tra 10 e 20 milioni di euro. Lo scaglione varia leggermente per gli acquisti di beni materiali che verranno effettuati nel 2022: l'azienda avrà diritto ad un credito di imposta del 40% per investimenti fino a 2,5 milioni di euro, del 20% tra 2,5 e 10 milioni di euro e del 10% tra 10 e 20 milioni di euro.
CUMULABILITÀ AGEVOLAZIONI. Per accedere agli aiuti è necessario essere in possesso di specifici requisiti. In particolare, a poter usufruire del credito d’imposta per beni strumentali sono le imprese con strutture produttive situate in Italia e che abbiano effettuato investimenti in beni strumentali nuovi, materiali e immateriali, nel periodo che va dal 1° gennaio 2020 al 30 giugno 2022. Le agevolazioni sono cumulabili con altri finanziamenti regionali, nazionali o europei come i contributi “de minimis”.
BENI MATERIALI. Quali macchinari o beni strumentali rientrano nella categoria "4.0" e, quindi, sono detraibili?
Il ministero dello Sviluppo economico ha individuato 5 requisiti, che devono essere rispettati: controllo del mezzo anche da remoto, interconnessione ai sistemi informatici di fabbrica, integrazione con il sistema logistico della fabbrica e delle altre macchine, un' interfaccia uomo- macchina semplice e intuitiva e una rispondenza ai più recenti standard in termini di sicurezza.
In aggiunta la macchina deve avere almeno due dei seguenti ulteriori requisiti: sistemi di telemanutenzione e telediagnosi o di controllo in remoto, monitoraggio continuativo delle condizioni di lavoro e dei parametri di processo, mediante opportuni set di sensori e adattamento alle derive di processo.
Infine, deve presentare caratteristiche di integrazione tra macchina fisica e impianto, con la simulazione dell'attività e del lavoro previsto nello svolgimento del processo di produzione.
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