Tasse e cartelle, a gennaio arriva la stangata

Tornano i pagamenti sospesi per la pandemia. Zennaro: il Governo decida per un ulteriore stop
L’AQUILA . Ripartirà con il nuovo anno il pagamento di molte delle tasse sospese a causa del coronavirus. Sono 31 milioni gli atti dell’Agenzia delle entrate e della riscossione fermi ai blocchi e pronti a partire dal primo gennaio, secondo il deputato abruzzese, Antonio Zennaro, membro della commissione Bilancio. Questa la cifra indicata anche da Ernesto Maria Ruffini, direttore dell’Agenzia delle entrate.
TSUNAMI FISCALE. Cartelle esattoriali, tasse sospese, pagamenti rimandati. «La ripresa delle notifiche tra cartelle, atti di riscossione ed avvisi di accertamento deve essere fermata dal Governo», l'appello lanciato da Zennaro, che teme risvolti economici drammatici sulle famiglie. «Occorre una nuova moratoria e un rinvio delle tasse, evitando di agire sul filo di lana, come è accaduto a metà ottobre. La pandemia non è finita e l'emergenza economica proseguirà, purtroppo, ben oltre l'arrivo del vaccino. È impensabile riprendere l’invio delle notifiche a gennaio: bisogna intervenire subito per evitare un disastro economico e sociale per migliaia di famiglie, attività ed imprese abruzzesi».
VERSAMENTI SOSPESI. I vari decreti fiscali legati all’emergenza Covid-19, e in particolare il Cura Italia, il decreto Liquidità e il decreto Rilancio, hanno sospeso per il periodo marzo-maggio 2020 alcuni versamenti in scadenza.
Si tratta, in particolare, delle ritenute sui redditi di lavoro dipendente e assimilati, addizionali regionali e comunali Irpef, contributi previdenziali e assistenziali, Iva e Inail. Il decreto Agosto ha introdotto un’ulteriore modalità di rateizzazione dei versamenti sospesi, che si va ad aggiungere a quella già esistente e prevede che i versamenti sospesi possano essere effettuati, senza applicazione di sanzioni e interessi, in due tranche: la prima, relativa al 50% delle somme dovute in un’unica soluzione, scaduta il 16 settembre scorso o, in alternativa, in 4 rate di pari importo sempre a partire da tale data. Il restante 50% delle somme dovute dovrà essere versata in un’unica soluzione entro il 16 gennaio 2021 o in 24 rate di pari importo sempre a partire da tale data.
CARTELLE E ACCERTAMENTI. Il Decreto legge del 20 ottobre scorso ha fatto slittare ulteriormente, al 31 dicembre, il termine finale, precedentemente fissato al 15 ottobre 2020, di sospensione dei versamenti delle somme derivanti da cartelle di pagamento, accertamenti esecutivi, accertamenti esecutivi doganali, ingiunzioni fiscali degli enti territoriali e accertamenti esecutivi degli enti locali, con la conseguenza che i versamenti sospesi dovranno essere effettuati in unica soluzione entro il 31 gennaio 2021. Il decreto Rilancio aveva introdotto diverse novità in materia di riscossione, in particolare è stata prevista la sospensione fino al 31 agosto, posticipata poi al 31 dicembre, dei termini di versamento delle cartelle di pagamento, degli avvisi di addebito e degli avvisi di accertamento affidati all’Agente della riscossione.
La sospensione riguarda anche la notifica di nuove cartelle, delle procedure e degli altri atti di riscossione, che riprenderanno con il nuovo anno. Con la recente modifica, sono stati sospesi anche i termini di versamento dei carichi affidati all'agente della riscossione in scadenza dall’8 marzo al 31 dicembre 2020 per il versamento di somme derivanti da cartelle di pagamento e da accertamenti esecutivi, da accertamenti esecutivi doganali, da ingiunzioni fiscali degli enti territoriali e da accertamenti esecutivi degli enti locali, che dovranno essere effettuati, in un' unica soluzione, entro il 31 gennaio 2021. Stesso discorso per i pignoramenti degli stipendi e delle pensioni, che sono state momentaneamente sospese. (m.p.)

