Tasse e servizi, stop agli aumenti: tariffe bloccate nell’anno del voto

Imu, addizionale Irpef, canone per il suolo pubblico e affissioni pubblicitarie restano tutti invariati Ma non si spegne la polemica sul caro mense, la giunta Masci non ha ancora rimodulato i prezzi
PESCARA. Parte bene l’anno per i contribuenti pescaresi. Nel bilancio del Comune, approvato dal consiglio il 28 dicembre scorso, non ci sono aumenti delle tasse e dei servizi per i cittadini. L’unico incremento resta quello per le mense scolastiche che dovrebbe scattare all’inizio del prossimo mese con l’arrivo del nuovo gestore. Ma l’amministrazione, dietro le proteste dei genitori e dell’opposizione, durante una recente seduta del consiglio dedicata alla refezione scolastica, si è impegnata a rimodulare i prezzi a carico delle famiglie.
STOP A NUOVE TASSE La decisione di non aumentare le imposte locali è stata confermata ieri dall’assessore alle finanze Eugenio Seccia. «Sì, non ci sono aumenti per quest’anno», ha detto l’assessore, «e dal prossimo, quando terminerà la restituzione del prestito di 33 milioni acceso 10 anni fa per evitare il predissesto, si potrà cominciare a pensare di ridurre alcuni tributi». «Dobbiamo sottolineare», ha spiegato Seccia, «che in questo bilancio è ancora presente la quota di restituzione del fondo di rotazione del ministero di Economia e finanza per 3,9 milioni di euro e quindi con questa rata abbiamo rispettato tutti gli impegni. Quelli obbligatori, ma anche quelli di visione della città del decoro, con la consapevolezza che questo sarà l’ultimo bilancio dove dobbiamo stanziare una tale cifra che invece, già dal 2025, sarà a disposizione una spesa corrente per poter meglio e in maniera più massiccia intervenire sulle programmazioni importanti già previste».
Insomma quest’anno i contribuenti pagheranno la stessa cifra dell’anno scorso per ciò che riguarda l’Imu, l’addizionale Irpef, il canone per l’occupazione del suolo pubblico, per i passi carrabili e per le affissioni pubblicitarie. Ma anche per i servizi a domanda individuale come asili nido, impianti sportivi, musei, mercati. E non poteva che essere così nell’anno in cui ci sono le elezioni comunali. Resta, tuttavia, l’incognita della Tari. Per decidere se rimodulare le tariffe della tassa sui rifiuti, l’amministrazione comunale dovrà attendere il varo del Piano economico finanziario della società municipalizzata Ambiente spa, in programma per il prossimo aprile.
STANGATA SULLE MENSE Ma per la refezione scolastica restano gli aumenti già decisi dall’amministrazione comunale nei mesi scorsi. I prezzi dei pasti, per le fasce di reddito più alte, sono addirittura raddoppiati rispetto all’anno scorso. Tuttavia nell’ultimo consiglio sul bilancio, l’opposizione è riuscita a far inserire altri soldi per consentire alla giunta di ridurre alcune tariffe. Ma finora nulla è stato fatto.
Per questo si sono riaccese le polemiche. «Ora che le risorse tagliate dal centrodestra sono state in parte ripristinate grazie all’impegno dell’opposizione in consiglio comunale», ha affermato il capogruppo del Pd Piero Giampietro, «la giunta Masci riveda le tariffe, operazione che dipende esclusivamente dalla giunta e non dai consiglieri». «Non ci sono più scuse», ha aggiunto il capogruppo, «i genitori del 60 per cento dei bambini a mensa, dal primo febbraio pagheranno 6 euro per ogni pasto, una delle tariffe più alte d’Italia».
«Il centrodestra», ha ricordato Giampietro, «aveva tagliato il servizio mensa da circa 2 milioni di euro a 1,2 milioni, con una riduzione secca di quasi un milione. Noi siamo riusciti a riportare lo stanziamento a 1,7 milioni di euro e visto che la giunta di centrodestra prevede di incassare ben 11 milioni con i T-red (le telecamere ai semafori, ndr), può trovare le risorse per coprire il resto della spesa necessaria ad evitare del tutto il salasso sulle famiglie pescaresi». «Qualunque altra motivazione», ha concluso il capogruppo del Pd, «oggi diventerebbe solo una scusa per fare ancora cassa sui pescaresi».

