Tasse, lo spettro del 10 dicembre

3 Dicembre 2020

I commercialisti chiedono al governo di rinviare la scadenza dei pagamenti

L’AQUILA . I commercialisti chiedono al Governo un ulteriore slittamento della scadenza delle dichiarazioni fiscali, almeno fino all'inizio del 2021. Il rinvio delle scadenze fiscali al 10 dicembre, secondo il Consiglio nazionale dei commercialisti, è insufficiente a garantire lo smaltimento delle pratiche. «Siamo subissati da segnalazioni di nostri iscritti in affanno, che chiedono di avere più tempo a disposizione», afferma il presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti, Massimo Miani, «rinnoviamo l’invito al Governo a disporre un’ulteriore proroga dei termini per la presentazione delle dichiarazioni fiscali, che vada almeno all’inizio del 2021 e non si limiti a 10 giorni che, spostando il termine dal 30 novembre al 10 dicembre, lasciano l’adempimento in una finestra temporale investita dalla seconda ondata di epidemia da Covid-19».
RINVIO AL 2021. «La proroga del termine di presentazione delle dichiarazioni», spiega Miani, «non impatta sui saldi finanziari ma, al massimo, sul desiderio dell’Agenzia delle Entrate di ricevere i relativi dati. Chiediamo al Governo di decidere solo dopo aver riflettuto attentamente su quale delle due legittime aspirazioni sia totalmente fuori dalla realtà. Quella di chi, alla luce della seconda ondata di pandemia in corso, che vede moltissimi operatori in grave difficoltà nella gestione degli invii telematici, chiede un rinvio al 2021 oppure quella di chi, nonostante la seconda l’emergenza in corso, chiede l’invio come se si fosse in condizioni di normale operatività».
LE SCADENZE. È stato prorogato dal 30 novembre al 10 dicembre, come da decreto ristori quater, il termine per il versamento della seconda o unica rata d’acconto delle imposte sui redditi e dell’Irap, dovuta dagli operatori economici e dalle aziende. È prevista una più ampia proroga per le imprese, ovunque localizzate, che hanno conseguito, nel periodo d’imposta precedente a quello in corso, ricavi o compensi non superiori a 50 milioni di euro e che, nel primo semestre 2020, hanno subito una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi di almeno il 33%, rispetto al primo semestre 2019. Per queste aziende, il termine per il versamento della seconda o unica rata d’acconto delle imposte sui redditi e dell’Irap sarà prorogato al 30 aprile 2021. Va ricordato, inoltre, che la scadenza della dichiarazione Irap, da parte delle imprese, è stabilita al 10 dicembre. Il provvedimento è valido su tutto il territorio nazionale, senza distinzione tra zone rosse, arancioni o gialle.
ZONA ROSSA O ARANCIONE. La scadenza per il pagamento di Irpef, Ires e Irap è posticipata al 30 aprile 2021, a prescindere dai requisiti relativi ai ricavi o compensi e alla diminuzione del fatturato o dei corrispettivi, per le aziende e le partita Iva che operano nei settori economici individuati dal decreto - legge “Ristori bis” e che hanno domicilio fiscale o sede operativa nelle zone rosse e per i soggetti che gestiscono ristoranti nelle zone arancioni. (m.p.)