Tasse non dovute per 54mila euro: ipotesi rimborso

1 Luglio 2020

MANOPPELLO. I manoppellesi potrebbero ricevere a breve un rimborso per tasse pagate e non dovute per circa 54mila euro. Una somma incamerata dall’ente municipale e riconosciuta al personale comunale,...

MANOPPELLO. I manoppellesi potrebbero ricevere a breve un rimborso per tasse pagate e non dovute per circa 54mila euro. Una somma incamerata dall’ente municipale e riconosciuta al personale comunale, che ne aveva fatto richiesta, quale incentivo per l’affidamento del servizio di igiene urbana, che però secondo la consigliera del gruppo di minoranza L’Alternativa, Barbara Toppi, non sarebbe di spettanza, in quanto richiesta in base al nuovo codice degli appalti entrato in vigore nel 2016, a fronte dello svolgimento della gara effettuata nel 2015. La Toppi aveva rilevato il caso già un anno fa, segnalandolo all’allora segretario comunale «che», spiega la consigliera, «era del parere che tali incentivi non andassero riconosciuti, ma fino a oggi nessun provvedimento in merito è stato adottato». Ora la consigliera torna alla carica e risegnala il caso alla responsabile della segreteria comunale e all’avvocato Maurizio Minichilli, incaricato della tutela legale dell’Ente, precisando che «anche se la gara è stata aggiudicata nel 2018, il codice degli appalti parla chiaro: gli incentivi al personale possono essere riconosciuti anche per le attività svolte prima dell’entrata in vigore del codice stesso, ma a condizione che le relative spese siano state incluse tra le voci di spesa della gara e quindi già accantonate, somme che però non figuravano nel quadro economico del bando, né potevano esserci, visto che il progetto è stato approvato nel 2015 e a quella data, la legge non prevedeva la possibilità di riconoscere tali incentivi ai dipendenti». La Toppi, intenzionata a presentare esposto alla Corte dei Conti, ha voluto informare i responsabili degli uffici comunali, di più recente nomina «che potrebbero trovarsi a dover rispondere di fatti di cui non erano a conoscenza», dice, «essendo tenuti a ripristinare la legalità violata anche mediante il recupero di quanto corrisposto. E’ evidente», conclude, «che se quegli incentivi non erano dovuti, dovranno essere rimborsati ai cittadini che, a loro insaputa, hanno pagato con le bollette della spazzatura».