Tasse, pensioni e aiuti: cosa c’è nella manovra

18 Novembre 2022

Prende forma la legge di Bilancio: cambia il reddito di cittadinanza

Misure contro il caro energia, tassa piatta, pensioni, revisione del reddito di cittadinanza, taglio del cuneo fiscale, rottamazione delle cartelle esattoriali. Questi i temi principali che saranno inseriti nel testo della legge di Bilancio, per la cui definizione i tempi sono stretti. Una manovra da 30 miliardi (21 sul deficit e il resto da tagli di spesa) che va approvata entro fine anno. L’impianto complessivo della manovra prende forma tra interventi contro l’inflazione e prime misure annunciate in campagna elettorale. Ecco le voci di maggiore interesse per le tasche dei cittadini.
aiuti a famiglie e imprese
Oltre due terzi delle risorse della manovra andrebbero alle misure per sostenere imprese e famiglia contro i rialzi dei prezzi dell’energia, tra crediti d’imposta, rateizzazioni e taglio delle accise, tra le altre, sulla scia del decreto Aiuti Quater approvato la scorsa settimana. L’ultimo dl Aiuti, allo stesso tempo, ha anticipato anche alcune misure per il 2023 come il taglio del superbonus al 90%, mentre l’innalzamento del tetto al contante a 5mila euro sarà introdotto in legge di Bilancio. I fondi a disposizione per la manovra serviranno per confermare anche nel 2023 una linea di intervento già adottata nello scorso anno con: crediti d’imposta in favore delle imprese per l’acquisto di energia e gas; contenimento degli oneri generali di sistema per le utenze di energia elettrica e gas; taglio al 5 per cento dell’Iva sui consumi di gas; proroga del bonus bollette per le famiglie più fragili dal punto di vista economico.
la tassa piatta
Nella legge di Bilancio troverebbero spazio due versioni della flat tax: l’estensione della tassa piatta per autonomi e partite Iva con ricavi fino a 85mila euro, dai precedenti 65mila, e la flat tax incrementale per chi non aderisce al regime forfettario che si vedrebbe applicare l’aliquota al 15% sull’incremento di reddito nel 2022 rispetto al maggiore dei redditi dichiarati nei tre anni precedenti. Per le coperture dell’operazione “tassa piatta” il governo attingerebbe dai risparmi del superbonus e da un eventuale riordino delle deduzioni/detrazioni. Su questo fronte l’ipotesi prevalente prevede di abbassare a 60mila euro (dagli attuali 120mila) la soglia di reddito dopo la quale scatta il décalage fino all’azzeramento della detrazione piena del 19%. Ancora da capire le tempistiche della misura, molto probabile è che il nuovo tetto possa valere per i redditi 2023 e 2024.
il pacchetto fiscale
Nel pacchetto fiscale anche una nuova riedizione della rottamazione delle cartelle esattoriali e la nuova versione della tassa sugli extraprofitti dell’energia.
Tassa sugli extraprofitti
Secondo le anticipazioni, la tassa sugli extraprofitti seguirà il regolamento comunitario e andrà a tassare gli utili delle società energetiche e non più il fatturato Iva. L’aliquota dell’imposta secondo le novità comunitarie, potrebbe essere almeno del 33% rispetto all’attuale 25%. Resta comunque da versare entro fine novembre il saldo 2022 con le regole attuali. Il versamento del saldo al 30 novembre sarà comunque considerato come un secondo acconto dopo il primo del 31 agosto, e in attesa del terzo previsto per il 31 marzo a conguaglio con pagamenti sulla base delle nuove regole in vigore dal primo gennaio con la legge di bilancio. Coloro i quali andranno a credito rispetto a quanto versato, beneficeranno di un credito di imposta da portare in compensazione, chi invece sarà a debito integrerà l’imposta dovuta senza sanzioni e interessi.
Cartelle esattoriali
Il governo prepara un capitolo della manovra sulla legge di bilancio legata alla “tregua fiscale” all’interno della quale vi dovrebbe essere una nuova edizione della voluntary disclosure (collaborazione volontaria) con due obiettivi: far rientrare dall’estero o far emergere importi non dichiarati e recuperare risorse da spostare sulle altre esigenze. Ci si dovrebbe attenere alle regole collaborazione volontaria del 2015-2017, con una variabile aggiuntiva: quella di estendere l’ambito applicativo anche alle criptovalute, su cui finora la mancanza di una norma tributaria specifica sta creando molte incertezze tra gli operatori. Per quanto concerne le cartelle si parla di un intervento su triplo binario a seconda dell’importo dei debiti iscritti a ruolo: fino a 1.000 euro si studia una cancellazione totale, per le somme iscritte a ruolo superiori a 1.000 euro e fino a 3.000 euro si pensa a una riproposizione riveduta e corretta del saldo e stralcio. Sostanzialmente si pagherebbe a forfait un importo del 50%, comprensivo di imposte, sanzioni e interessi, con la possibilità di saldare il tutto a rate su un arco temporale di cinque anni, oltre i 3.000 euro dovrebbe prevedersi la possibilità di una sorta di rottamazione. L’imposta si pagherebbe per intero, ma verrebbe scontata la componente sanzioni e interessi da pagare sotto forma di un forfait del 5 per cento da dilazionare su 5 anni.
pensioni, il nuovo schema
Nella manovra sarà inserito anche il nuovo schema di anticipo pensionistico Quota 41 anni di contributi (con 61 o 62 anni di età). Una formula “cuscinetto” che dovrebbe avere la durata di un anno, permettendo, così, di contenere i costi e traghettare l’Italia verso il superamento della legge Fornero. Una misura-ponte verso la riforma organica che il governo prevede di realizzare il prossimo anno, con l’ipotesi di adeguamento graduale delle pensioni minime. Il costo dell'operazione sulle pensioni ammonta a un miliardo di euro, da finanziare attraverso la revisione del reddito di cittadinanza.
reddito di cittadinanza
Infine, in linea con le intenzioni più volte dichiarate, il governo interverrà anche con una riforma del reddito di cittadinanza: le modifiche saranno certamente in senso restrittivo e serviranno anche a recuperare risorse. La direzione è quella di intervenire sulla platea degli occupabili portando il limite di offerte di lavoro che è possibile rifiutare prima di perdere l’assegno a una sola proposta.
cuneo fiscale
In legge di Bilancio è attesa anche la conferma del taglio di due punti percentuali del cuneo fiscale introdotto dal governo Draghi e, se possibile, anche qualcosa in più o in due tempi. Nelle promesse elettorali si parlava di una riduzione di cinque punti del costo del lavoro.
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