Tassista malmenato, presi gli aggressori

10 Maggio 2023

Sono due rom di 36 e 49 anni: pretendevano di essere portati a Rancitelli senza pagare, conducente picchiato per il no

PESCARA. Sono stati arrestati dalla polizia e sono finiti in carcere i due uomini che nella notte tra domenica e lunedì hanno aggredito un tassista all’interno della sua auto, davanti alla stazione ferroviaria. Sono accusati di tentata estorsione e lesioni, in concorso tra loro. Sono due rom già noti alle forze dell’ordine, un 49enne e un 36enne che vivono a Villa del fuoco e a Fontanelle e nei loro confronti sono stati raccolti dagli agenti della squadra Volante, diretta da Pierpaolo Varrasso, diversi elementi che li hanno incastrati.
I due sono stati intercettati nelle vicinanze del G Hotel mentre cercavano di far perdere le tracce, a piedi. Ma la pattuglia gli ha impedito di andare oltre: li ha bloccati e accompagnati in questura per poi arrestarli. Hanno creato il panico, tra i tassisti, che ora hanno paura a lavorare nelle ore notturne e chiedono «più controlli, più sicurezza, pur sapendo che le forze dell’ordine arrivano subito nel momento in cui vengono allertate», come dicono dal Cotape, il consorzio che riunisce 40 tassisti.
E d’altronde l’episodio dell’altra notte mette i brividi per la violenza usata nei confronti del tassista dai due rom. Sono saliti in macchina, attorno alle 3, chiedendo di andare a Rancitelli. Volevano essere accompagnati gratuitamente (e il Cotape denuncia che richieste di questo genere sono frequenti, o comunque ci sono clienti che decidono in autonomia quanto pagare). Il tassista, che conosceva già i due e in passato si è sentito dire le stesse cose, ha risposto di essere impegnato, di avere già una prenotazione, per cui ha chiesto ai due di rivolgersi a un suo collega, anche lui in sosta davanti alla stazione. La reazione è stata violenta: il 49enne, che era seduto alle spalle del tassista, sul sedile posteriore, lo ha bloccato, trattenendolo dalle spalle, mentre l’altro cliente, il 36enne, ha cominciato a colpirlo al volto, prendendolo a pugni. Il tassista ha cercato di liberarsi dalla presa e alla fine ci è riuscito.
Un suo collega si è accorto dell’aggressione e ha composto il 113 chiedendo alla polizia di intervenire, mettendosi all’inseguimento dei due che sono scesi dal taxi e hanno cominciato a correre a piedi. La pattuglia della Volante ha impiegato pochissimo per arrivare e ha individuato la coppia in fuga, fermandola immediatamente. Hanno anche notato il tassista sanguinante, che chiedeva aiuto, per poi scoprire che si trattava della vittima, e hanno raccolto dal malcapitato il racconto dell’accaduto. È finito in ospedale per essere medicato al volto, in particolare alla fronte, dove è stato colpito. Poi è stato dimesso ed è tornato a casa mentre i due aggressori finivano in carcere. Solo la notte precedente c’era stato un altro episodio ed è stato trovato del sangue davanti alla postazione dei taxi.
La notizia dell’aggressione è passata di bocca il bocca nel Cotape e i tassisti non se la sentono più di lavorare di notte in queste condizioni. «Succede tutte le sere», dicono. «Ci chiamano per essere trasportati, ci fanno aspettare, vogliono salire in sei, ci minacciano e poi, se pagano, ci danno quello che dicono loro. Subiamo aggressioni e minacce, oltre a vedere le nostre auto prese a calci da queste persone. Noi dobbiamo esserci, assicurare il servizio ai clienti “normali” che si spostano di notte, non possono rimetterci loro se mancano le “corse”. Ma c’è chi ha paura a lavorare, non si può rischiare la vita», commentano. (f.bu.)