Tavola dei Morti, in 200 al rito

3 Novembre 2017

Spoltore. Mito e tradizione locali evocati a Borgo Case Troiano nella notte di Ognissanti

SPOLTORE. Oltre 200 persone hanno partecipato alla quarta edizione de La Tavola dei Morti, l’appuntamento promosso dall’associazione Fontevecchia a Borgo Case Troiano per ripercorrere e riproporre i riti della tradizione centro-meridionale della notte a cavallo tra il primo e il 2 novembre.
A caratterizzare i vari momenti dell’evento, la processione dei Frati morti, la comparsa improvvisa de Lu’ Mazzamurille, l’altare delle anime pezzentelle (purgatorio) e la scoperta dei riti delle tavole imbandite di tutto punto, come per il pranzo domenicale contadino, per accogliere il ritorno a casa, per una sola notte, dei propri cari scomparsi. Ad accompagnare i presenti arrivati anche da Vasto, Termoli, Chieti, Cermignano, Teramo, Venezia e, per la prima volta, dalla Germania, oltre che dalle aree interne del Pescarese, lungo il percorso illuminato dalla luce delle candele e dei lumini, i rappresentanti dell’associazione Fontevecchia, che hanno caratterizzato i vari step della serata in un viaggio indietro nel tempo e nella tradizione. «Il nostro obiettivo» commentano gli organizzatori «è quello di ricordare che la nostra tradizione non è Halloween, fenomeno di costume importato dalla tradizione anglosassone. Le nostre radici sono legate a doppio filo alla celebrazione della festa di Ognissanti e, il giorno seguente, alla commemorazione dei cari defunti, due momenti di grande spiritualità che vanno onorati rispettando usi e costumi di cui spesso ci hanno parlato i nostri nonni». Il percorso è partito dall’area antistante la Motorizzazione civile, «dove storicamente» annota il presidente dell’associazione, Luciano Troiano, «si narra che ci fosse un pozzo, oggi riempito, dove si abbeveravano i cavalli dell’esercito spagnolo, e a novembre, il mese dedicato ai defunti, era vietato attingere acqua del pozzo proprio per timore di incontrare l’anima dei cavalieri morti». Lungo il viale delle querce, la lunga sfilata delle candele ha incrociato la processione dei Frati Morti. Sotto una quercia, durante il cammino, è spuntata la figura de Lu’ Mazzamurille, spiritello dispettoso che infastidiva e ingannava i vivi, tipico della tradizione meridionale. Quindi la visita all’altare delle anime pezzentelle e la visita nelle case per scoprire le tavole apparecchiate con salumi, maccheroni, pollo e patate al forno, pane, acqua e vino rosso, e dolce, per accogliere il passaggio notturno delle anime dei defunti.