Tavolini abusivi in centro il Comune chiude il bar

Ordinanza del sindaco ferma l’attività della Living Room in piazza Salotto Sotto accusa 35 mila euro di tasse non pagate e arredi messi senza permesso
PESCARA . «Occupazione abusiva di suolo pubblico» in piazza Salotto con «tavoli, sedie, moquette, fioriere e ombrelloni» e, poi, 35 mila euro di debiti per la tassa Cosap non pagata per 4 anni, dal 2012 fino al 2016. Con un’ordinanza di «ripristino dei luoghi e chiusura dell’esercizio commerciale», il sindaco Pd Marco Alessandrini ha fermato l’attività dell’ex bar Saquella in piazza Salotto. Secondo il Comune, la società che gestisce ora l’attività, la Living Room srl, sarebbe «recidiva» a causa, così dice l’ordinanza, «di reiterate e irregolari attività inerenti l’occupazione abusiva degli spazi per uso commercio». Così, dopo un’ordinanza fotocopia già firmata il 10 gennaio scorso, il sindaco ha fatto chiudere il locale «per un periodo non inferiore a 5 giorni consecutivi e fino al pieno adempimento dell’ordine». Cioè rimuovere tutti gli arredi non in regola da piazza Salotto.
L’ordinanza è stata notificata e, ieri, le porte del bar centralissimo sono rimaste chiuse: impossibile non farci caso e in tanti si sono chiesti perché in un sabato d’agosto il locale è rimasto chiuso improvvisamente.
All’origine della chiusura c’è proprio l’ordinanza 182 del 23 agosto scorso, un provvedimento lungo 4 pagine. L’ordinanza riporta gli estremi di una nota contabile emessa dalla Ica srl, la concessionaria del Comune per i tributi locali: il testo evidenzia una «posizione debitoria a carico della Living Room di complessivi 35.271 euro per gli anni dal 2012 al 2016, di cui 7.200,14 per occupazione abusiva temporanea di suolo pubblico con tavoli e sedie e 28.070,86 per concessione di un dehor occupato fino a tutto il 2016 di proprietà del Comune di Pescara». Nel 2017, il gazebo è rimasto inutilizzato ma i vigili urbani avrebbero scoperto altre «violazioni»: in un controllo del 18 aprile scorso, «presenza di tavoli e sedie su area pedonale della piazza antistante l’esercizio» e in un altro controllo del 12 giugno «presenza di tavoli, sedie, moquette, fioriere e ombrelloni».
L’ordinanza di Alessandrini dice che «ad oggi non sono in essere né provvedimenti autorizzativi rilasciati dal servizio Demanio e Occupazione suolo pubblico né richieste di concessione della struttura fissa, tantomeno per l’area antistante l’attività stessa in favore della società per nessuna delle tipologie di occupazione del suolo e del soprasuolo». Il Comune, dice l’ordinanza, ha rappresentato alla Living Room l’occupazione abusiva ma «la parte interessata, ad oggi», dice l’ordinanza, «non ha prodotto nei termini assegnati (10 giorni) alcuna osservazione e/o memoria difensiva». Di conseguenza, il sindaco ha ordinato «l’immediato ripristino dello stato dei luoghi» e «la chiusura dell’esercizio fino al pieno adempimento dell’ordine per un periodo non inferiore a 5 giorni consecutivi».
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