Tavolini all’aperto, ora si cambia Per i locali regole meno rigide

L’assessore Cremonese: «Stiamo predisponendo le linee guida per l’occupazione del suolo pubblico» Taucci (Confesercenti): «Ma per adesso è stato bloccato il rilascio delle autorizzazioni per l’estate»
PESCARA. L’amministrazione comunale sta preparando nuove regole per i tavolini all’aperto di bar, ristoranti e pub. A pochi giorni dalla decisione del Tar di respingere l’istanza di sospensione cautelare del provvedimento dirigenziale, impugnato da alcuni esercenti, che riduce gli spazi esterni per i tavoli dei locali, ecco arrivare la notizia della predisposizione di un piano contenente nuove norme per l’occupazione del suolo pubblico. A darne notizia è stato ieri l’assessore al commercio Alfredo Cremonese. «Ci stiamo lavorando», ha rivelato. Nel frattempo, è stato bloccato il rilascio di nuove autorizzazioni temporanee richieste dai locali in vista dell’estate. Lo ha confermato il direttore della Confesercenti Gianni Taucci. Tutto nasce dal ricorso presentato dai titolari di alcuni locali che hanno impugnato davanti al Tar la determina dirigenziale, chiedendone la sospensiva e poi l’annullamento, con la quale si dispone un nuovo criterio di calcolo dei posti a sedere all’esterno dei locali, ubicati nella zona della movida, già oggetto di occupazione del suolo pubblico. Nei giorni scorsi, in proposito, il Tar ha emesso un’ordinanza con cui ha respinto l’istanza di sospensione cautelare del provvedimento impugnato e ha fissato la trattazione di merito del ricorso nell’udienza del 12 maggio.
In attesa della sentenza, il Comune ha deciso di rimettere mano alla normativa già emanata per cercare di smussare le parti più contestate. Il provvedimento, che è ancora in fase di elaborazione, dovrebbe essere, quindi, meno rigido del precedente.
«Abbiamo costituito una task force», ha spiegato Cremonese, «composta dal sindaco Carlo Masci, da me, dal comandante della polizia municipale Danilo Palestini, dai dirigenti al settori Occupazione del suolo pubblico e Sportello unico attività produttive Federica Mansueti e Francesco Chiavaroli, per elaborare delle linee guida per il rilascio in futuro dei permessi». «L’indirizzo è chiaro», ha precisato l’assessore, «sì all’occupazione del suolo pubblico, ma con regole ben precise che saranno pronte a giorni. In questo modo, chi dovrà occupare il suolo pubblico con i tavolini all’aperto potrà stare tranquillo, perché è capitato l’estate scorsa che alcuni esercenti sono stati multati, forse a causa di regole poco chiare».
«Ora le autorizzazioni che devono essere solo rinnovate vengono rilasciate normalmente», ha detto Cremonese, «dove invece ci sono richieste di integrazioni che devono essere chiarite, si è deciso di aspettare l’emanazione delle nuove linee guida. Si tratta di regole tecniche che stiamo elaborando. Comunque, ad oggi non è stato richiesto nulla agli esercenti. Ci può stare, dunque, che qualche commerciante abbia già fatto la richiesta e l’autorizzazione non sia stata ancora rilasciata. Gli uffici hanno 30 giorni per rispondere». «Quindi», ha sottolineato l’assessore, «io e il sindaco abbiamo dato il mandato ai tecnici di far occupare il suolo pubblico con delle regole più chiare. C’è di mezzo, del resto, lo sviluppo del territorio e noi siamo favorevoli all’occupazione del suolo per i tavolini. Ora i dirigenti ci devono dire cosa si può fare e come. In questi anni abbiamo avuto decreti di emergenza che hanno letteralmente stravolto le regole per l’occupazione del suolo pubblico. Adesso, questi decreti stanno esaurendo la loro efficacia e dunque è necessario porvi rimedio».
Tuttavia, il direttore della Confesercenti ha messo in guardia sui problemi sorti per il mancato rilascio di nuovi permessi. «Si sono bloccate momentaneamente», ha affermato Taucci, «le autorizzazioni temporanee da rinnovare, cioè quelle che vengono più utilizzate nel periodo estivo. Concordiamo sul fatto che debbano esistere dei regolamenti, ma nel frattempo bisognerebbe lasciare così com’è la fase autorizzatoria fino all’emanazione di nuove regole. Non si deve interrompere un iter».

