Tavolini per la movida «Permessi fuorilegge»

Via De Cesaris, residenti contro il Comune: autorizzazioni su nostre aree private Oggi riunione in prefettura sui nodi del rumore, del degrado e della sicurezza
PESCARA. Permessi «irregolari» per i tavolini dei locali lungo via De Cesaris, nel cuore della movida del centro. A sostenerlo sono i residenti che, questa mattina, saranno ascoltati durante la riunione del comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica convocata in prefettura. Un incontro per fare il punto sull’altra faccia della movida, quella del degrado. E dopo il rumore, gli abitanti sollevano il caso dell’occupazione del suolo pubblico: due lati della stessa medaglia, sostengono.
Secondo i residenti, lungo via De Cesaris i tavolini sarebbero stati messi, con i permessi del Comune, su aree private di proprietà dei condomini. Di conseguenza, i locali sarebbero autorizzati a tenere i tavolini all’aperto grazie alle autorizzazioni rilasciate dal Comune. I residenti contestano quei permessi: «È l’ennesima violenza del Comune contro noi residenti della zona centrale».
Al centro della contesa c’è una lingua di via De Cesaris che corre adiacente ai palazzi: a terra, sulla pavimentazione rifatta dal Comune, c’è scritto «proprietà privata». E un parere dell’amministrazione, rilasciato su richiesta dei residenti, spiega che il Comune «deve ritenersi titolare di un diritto reale d’uso pubblico ultraventennale delle aree che ne legittimano l’utilizzo e la manutenzione da parte dello stesso per soddisfare specifici interessi pubblicistici di cui è portatore (garantire la sicurezza della viabilità) e primario responsabile». Lo stesso parere, firmato dal dirigente comunale Fabrizio Trisi, dice anche che «restano impregiudicati i diritti del condominio sulle aree di proprietà».
Ma il Comune, accusano gli abitanti, avrebbe autorizzato gli imprenditori della movida a mettere i tavolini sulle aree dei condomini. L’anno scorso, i permessi erano diversi: sulle piantine era riportata la striscia di proprietà privata e i tavolini erano spostati verso il centro di via De Cesaris. Quest’anno, invece, l’occupazione del suolo pubblico parte dal muro dei locali. «Ma manca il nulla osta dei condomini che è un atto indispensabile», dicono i residenti, «e questo è il nostro unico modo per tutelare il riposo notturno. Con i tavolini all’aperto, l’attività si sposta all’esterno dei locali e crea ancora più rumore in un periodo dell’anno in cui si sta in casa con le finestre aperte». Alcuni locali sono in possesso del nulla osta dei condomini in forza di accordi raggiunti su orari e pulizia.
Poi, gli abitanti sostengono che il Comune abbia ignorato una sentenza del Consiglio di Stato su un caso analogo: l’atto parla di un porticato privato con una «servitù pubblica di passaggio» per un Comune e dice che «non sembra logico ed ammissibile che lo stesso Comune consenta l’utilizzo dello stesso spazio per la posa di tavolini a uso bar, limitando conseguentemente il passaggio pubblico». Per i residenti, questa sentenza si deve applicare anche a via De Cesaris: «Il Comune, finora, ha ignorato questa sentenza in base alla quale un’amministrazione non può dare i permessi per i tavolini su un’area per il passaggio».
Al comitato per l’ordine e la sicurezza con il prefetto Francesco Provolo e il questore Francesco Guglielmo Misiti ci saranno anche i residenti. E si parlerà del degrado che, come ha documento il Centro nell’ultimo servizio uscito domenica scorsa, si estende anche all’area di risulta invasa da decine di disperati.

