Teatro D’Annunzio coperto, la città si divide

Testa e Cremonese: «Siamo favorevoli, c’è già un nostro progetto». Tiboni: «Decidano i pescaresi»
PESCARA. Divide la città la decisione del Comune di inserire tra i progetti finanziati dal ministero delle Infrastrutture anche la proposta di restaurare e coprire con un tetto il teatro D’Annunzio. Ieri su questa questione sono intervenuti prima la presidente dei Premi internazionali Flaiano e dell’associazione culturale Ennio Flaiano Carla Tiboni e poi il capogruppo regionale di Fratelli d’Italia Guerino Testa e l’assessore comunale ai grandi eventi Alfredo Cremonese. Testa e Cremonese, tra l’altro, avevano presentato nel 2015, insieme al loro collega Massimo Pastore, un progetto elaborato dagli architetti Rigano e D’Ercole che prevedeva proprio la copertura del D’Annunzio. Quel progetto, però, non fu mai realizzato e finì in archivio.
Diversa la posizione della presidente dei Premi Flaiano. «La notizia che tra le grandi opere finanziate dal Comune ci sia anche il teatro, monumento D'Annunzio, è sicuramente una buona notizia», ha detto Tiboni, «il teatro divenuto luogo identitario della cultura pescarese ed abruzzese, attende da anni di essere completato ed esteticamente recuperato. Oggi il progetto di restauro del teatro prevede anche la sua copertura, mobile o fissa, non lo sappiamo. Credo che sia utile non concentrarsi soltanto sulla copertura, ma sul recupero del teatro che non gode di buona salute e che negli ultimi 58 anni ha lavorato senza sosta, anche perché i lavori dovranno interessare anche l'adiacente struttura che accoglie l'auditorium Flaiano, che presenta elementi di vetustà visibili».
«Certo è grave», ha proseguito Tiboni, «che sulla struttura del teatro e sulla stele, non si siano stati posti vincoli di natura architettonica-paesaggitisca, considerato anche che se la proprietà del teatro è del Comune di Pescara, il terreno è demaniale e quindi dello Stato. Sembra paradossale che il vincolo sia stato posto sullo stadio Adriatico, ma non sul teatro D'Annunzio, forse c'è stata una involontaria distrazione. Il teatro-monumento D'Annunzio, assolve oggi ad una funzione culturale e strategica, che deve essere sempre più curata e finanziata».
«Bisognerà poi valutare con attenzione», ha osservato, «se il teatro andrà coperto o no, perché è nato ed è stato realizzato come teatro all'aperto. Forse, sulla copertura o meno del teatro e sulle modalità di restauro e di recupero del teatro, dovrebbe essere coinvolta la città di Pescara ed i pescaresi, perché è una decisione importante che segna il passo nella storia di questa città».
Totalmente favorevole alla copertura, invece, Guerino Testa. «Nel 2015», ha ricordato, «donai il progetto per la copertura del teatro D'Annunzio all'ex sindaco Alessandrini perché credevo che Pescara avesse bisogno di un luogo per la cultura anche d'inverno. Oggi sono ancora più convinto che la mia città, già viva e all'avanguardia sotto tanti aspetti, debba proiettarsi con più forza verso il futuro, garantendo per davvero e non solo d'estate, un'offerta culturale di livello. Il Teatro Flaiano dovrà diventare sempre più polo congressuale di riferimento per tutti, insieme all'Aurum ed il teatro D'Annunzio. Un polo unico per Pescara sud in grado di rafforzare l'offerta culturale di tutta la città 12 mesi l'anno.
Dello stesso avviso Cremonese. «Una struttura coperta», ha commentato, «servirà sia per il turismo culturale, che per quello congressuale».

