«Teatro D’Annunzio inaccessibile ai disabili»

26 Marzo 2024

Solo 4 posti su 1.960 riservati alle carrozzine. Ferrante: con i 2,5 milioni il Comune elimini le barriere

PESCARA. Non ci sono solo l’agibilità statica e la vulnerabilità sismica a impedire l’utilizzo del teatro D’Annunzio, ma anche i problemi di accessibilità: a fronte del 1.960 posti a sedere, appena quattro sono riservati ai disabili (la normativa prevede invece un limite minimo di due posti ogni 400), al margine destro e al margine sinistro della platea e chiusi da un gradino di 10 centimetri «pericoloso e impossibile da affrontare anche con l’aiuto competente di un accompagnatore», rileva Claudio Ferrante, presidente dell’associazione Carrozzine determinate, che adesso chiede all’amministrazione comunale di utilizzare parte dei 2,5 milioni di euro necessari per mettere in sicurezza l’arena sul lungomare sud anche per abbattere le barriere architettoniche e consentire quindi la partecipazione alle iniziative culturali «in condizioni di parità e uguaglianza».
Ferrante cita un episodio limite: il 29 febbraio scorso, in occasione della manifestazione sulla giornata internazionale delle malattie rare, è intervenuto come relatore, ma a causa delle barriere non è potuto salire sul palco e ha dovuto quindi parlare dalla platea, al buio. Una discriminazione vissuta anche da un giovane malato raro di Francavilla in carrozzina, costretto a differenza degli altri ragazzi a restare in platea. «Tale discriminazione e violazione dei diritti umani causata dalle barriere architettoniche», spiega Ferrante, «è avvenuta in presenza delle istituzioni comunali e regionali rappresentate dall’assessore alle politiche della disabilità del Comune di Pescara Nicoletta Di Nisio e dall’ex assessore regionale alla sanità Nicoletta Verì». Di qui la richiesta di adeguare il numero dei posti riservati a chi ha problemi di deambulazione almeno a quelli previsti dalla normativa di riferimento (il decreto ministeriale 236/89) e di renderli a norma.
«Due dei quattro posti, isolati e lontani dal proprio accompagnatore», insiste Ferrante, «sono addirittura posizionati in modo da occupare in parte la gradinata che consente agli altri spettatori l’accesso agli anelli superiori del teatro. Tale gravissima situazione costringe spesso i pochissimi e privilegiati spettatori con disabilità a posizionarsi direttamente nel corridoio prospiciente la platea nel mezzo del passaggio degli altri spettatori, corridoio inoltre pericoloso a rischio di cadute per persone con mobilità ridotta o ribaltamento per persone in carrozzina a causa delle canaline di copertura dei cavi tecnici sopraelevate rispetto al pavimento e già causa di numerosi infortuni anche di persone prive di problemi di deambulazione». L’associazione Carrozzine determinate chiede «a tutte le istituzioni che finalmente dopo 61 anni dalla costruzione del teatro D’Annunzio e del teatro Flaiano i 2,5 milioni di euro di spesa previsti per l’adeguamento sismico e l’agibilità eliminino una volta per tutte le barriere architettoniche presenti e restituiscano dignità alle persone con disabilità, prevedendo un numero di posti riservati adeguato all’interno dei teatri». (y.g.)