Teatro d’Annunzio, c’è la data per la riapertura: «Sarà completato in 2 anni»

4 Agosto 2026

Il Comune annuncia: tornerà a essere fruibile (parzialmente) nell’estate 2027. Lavori al via entro gennaio

PESCARA. Un sipario chiuso a marzo 2024 quello del teatro d’Annunzio. L’inagibilità della struttura che si affaccia sul mare ha determinato lo stop ai concerti e alle manifestazioni estive, tanto da influenzare l’intera programmazione nelle ultime due stagioni. E adesso si punta a riaprire parzialmente lo spazio culturale (costruito nel 1963) a giugno 2027. Questo quanto riferito ieri mattina dal dirigente del settore Manutenzione edilizia pubblica Antonio Longo e dal Responsabile unico del procedimento Alessandro Margiovanni, nel corso della commissione Controllo e Garanzia presieduta dal consigliere Paolo Sola (M5S). La restante parte verrà invece completata per l’estate 2028. Il tutto se non ci saranno intoppi durante la fase dei lavori. «La progettazione del primo lotto dovrebbe concludersi a settembre, con l’obiettivo di indire la gara d’appalto entro la fine dell’anno», riferisce Longo. Gli interventi relativi al secondo lotto saranno avviati subito dopo.

Scettici sui tempi i consiglieri di minoranza, che ricordano i rallentamenti subiti da marzo 2024. L'investimento complessivo per i lavori ammonta a circa 4,8 milioni di euro, ripartiti quasi equamente tra le due tranche d'intervento. Il 12 novembre scorso, sul sito del Comune, è stata pubblicata la determina con cui vengono affidati i servizi tecnici di fattibilità tecnica ed economica, e di coordinamento della sicurezza in fase di progettazione al raggruppamento temporaneo di imprese Ve.ma progetti Srls e Spazio21 Srls. Un nuovo inizio, aveva precisato l’assessore alla Cultura Maria Rita Carota, visto che la Cesarini Ingegneria srl ha rinunciato all’incarico «per motivi tecnici», ribadisce il dirigente.

Il 31 ottobre scorso, però, la ditta in questione ha presentato una diffida al Comune per il pagamento del compenso professionale, pari a 91.424,80 euro. Nella lettera si evince che la rinuncia in realtà deriva «dall’interruzione del rapporto di fiducia tra la società e l’Ente». In pratica ci sarebbe stata una sorta di rimodulazione del progetto, ma non in linea con quanto richiesto dal Comune. E il recesso dall’incarico è stato comunicato il 27 luglio dello scorso anno. Per il Comune, però, questa è acqua passata. Ieri, durante la Commissione, è stato tracciato il nuovo cronoprogramma.

Il progetto di fattibilità tecnico-economica relativo al primo lotto dell'opera dovrebbe essere pronto tra un mese. E il completamento di questa fase è fondamentale per poter procedere con la pubblicazione del bando di gara, prevista tra la fine dell'anno in corso e l'inizio del 2027. In base a quanto riferito dal Rup e dal dirigente, si mira a indire la gara per fine anno. Per quanto riguarda invece il secondo lotto, la fase di progettazione partirà in contemporanea con l'avvio dei lavori del primo lotto, con l'obiettivo di arrivare alla riapertura totale dell'infrastruttura per l'estate del 2028.

La minoranza, in modo particolare il presidente della commissione Controllo e Garanzia Paolo Sola, solleva la questione relativa ai fondi. Non solo, il consigliere esprime perplessità sui tempi di consegna del cantiere. «Per mesi hanno raccontato ai pescaresi che i 2 milioni di euro disponibili sarebbero bastati a restituire il teatro D'Annunzio alla città. Quei fondi, invece, consentiranno di intervenire soltanto sulla prima parte della struttura, pari a circa metà della capienza complessiva. Il resto richiederà altri 2,7 milioni di euro. È la dimostrazione che la narrazione portata avanti fino ad oggi non corrispondeva alla realtà», afferma. Per completare l'intervento sull'intera struttura serviranno altri 2,7 milioni di euro, che l'amministrazione conta di recuperare attraverso una rimodulazione di altre risorse ottenute dalla Bei (Banca Europea degli Investimenti).

Dice ancora Sola: «L'obiettivo del completamento nel 2028, allo stato attuale, è soltanto un'intenzione. Non esiste alcuna certezza che quelle risorse siano realmente disponibili e soprattutto che consentano di rispettare i tempi annunciati. Ma desta forti dubbi anche la previsione di una riapertura parziale nel 2027. Se, come emerso oggi, l'affidamento dei lavori non potrà avvenire prima della fine dell'anno, significa che gli interventi strutturali dovranno essere eseguiti durante i mesi invernali, con tutte le criticità che un cantiere all'aperto comporta». Ma il consigliere Simone D’Angelo (FI) precisa: «Abbiamo sempre chiarito che i lavori finanziati rappresentano una prima tranche dell’intervento e che l’obiettivo dell’amministrazione resta il completo recupero del teatro. Risulta singolare che il Movimento 5 Stelle contesti al Comune proprio la volontà di completare l’opera. Su una struttura così importante per Pescara ci aspetteremmo proposte e collaborazione, non l’ennesimo tentativo di trasformare ogni iniziativa in una polemica politica».

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