Teatro in lutto, è morto Tozzi

L’attore e regista aveva 63 anni. Lascia la moglie e due figlie. Oggi i funerali
PESCARA. È morto l'attore e regista Ennio Tozzi, tra i fondatori del Teatro Immediato di Pescara. Aveva 63 anni, era nato in Canada e viveva a Montesilvano. Lascia la moglie Filomena Tavano, le figlie Eleonora e Laura, il papà Raffaele, il fratello Gianluca, i cognati Michela, Pierluigi e Alkistis. I funerali si terranno oggi alle 15 nella parrocchia della Beata Vergine Maria di via Sele, a Montesilvano.
Nella sua lunga carriera ha lavorato con i registi Liliana Cavani, Riccardo Milani, Federico Zampaglione e Moni Ovadia.
A Pescara, Tozzi è stato cofondatore del Teatro Immediato, sorto in via Gobetti (prima del trasferimento a San Donato) circa 20 anni fa, insieme a Edoardo Oliva, Ezio Budini, Vincenzo Mambella, Valeria Ferri, Francesco Vitelli, Enzo Spirito e Giulia Oliva, questi ultimi due scomparsi da qualche anno. Calcava non solo i palcoscenici, ma entrava anche nelle scuole pescaresi, tra cui il Marconi, per insegnare il teatro a generazioni di giovani, anche in lingua inglese.
Tra i suoi allievi più conosciuti, il “contastorie” Marcello Sacerdote. Edoardo Oliva lo ricorda con molto affetto: «Con lui condividemmo dieci anni intensi di vita e di teatro nella nostra sede storica di via Gobetti. Eravamo una famiglia e lui era parte di quella famiglia. Poi le nostre strade undici anni fa si separarono, l’ho visto l'ultima volta un anno fa e giovedì mi sono trovato a parlare di lui con un amico. Stava bene», nulla lasciava presagire la tragedia avvenuta improvvisamente sabato scorso. «Negli ultimi anni», prosegue Oliva, «il Teatro Immediato è stato falcidiato da lutti e malattie, malgrado ciò prosegue la sua strada, ora anche senza Ennio che ha rappresentato una parte fondamentale del nostro cammino umano e artistico, come attore, come regista e come insegnante nei tanti corsi e laboratori teatrali che teneva nelle scuole pescaresi, formando generazioni di giovani anche nella sua lingua madre, l’inglese. Era un uomo di carattere non facile, ma di grande cultura. Aveva frequentato il Dams a Bologna e aveva una conoscenza teatrale approfondita, il suo approccio alle cose era sempre serio, denso, generoso».
La regista Federica Vicino lo ricorda come «una persona garbata, perbene e molto appassionata. Abbiamo fatto lunghe chiacchierate sul teatro e mi colpiva la sua grande attenzione ai giovani, faceva tutto con impegno e serietà».

