Telecamere a scuola, in forse 46mila euro
PESCARA. Il Comune rischia di perdere i fondi del progetto “Scuole sicure”, 46mila euro, già assegnati dal Governo per l’installazione delle telecamere nelle strutture scolastiche di ogni ordine...
PESCARA. Il Comune rischia di perdere i fondi del progetto “Scuole sicure”, 46mila euro, già assegnati dal Governo per l’installazione delle telecamere nelle strutture scolastiche di ogni ordine grado per la sicurezza degli studenti. Lo ha denunciato il consigliere comunale della Lega Armando Foschi, secondo il quale la giunta Alessandrini, «ha ignorato i due solleciti scritti inviati al Comune dalla prefettura tra marzo e aprile: lo abbiamo scoperto poche ore fa, quando è arrivato il terzo sollecito per ricordare la scadenza del bando, inderogabilmente fissata al 31 luglio. Ovviamente è scattata la corsa contro il tempo della nuova amministrazione per impedire di veder sfumare un contributo fondamentale». Il bando rientra tra le iniziative assunte dal Governo nell’ambito della politica per la sicurezza dei cittadini e mira a dotare tutti gli edifici scolastici di telecamere di videosorveglianza finalizzate, innanzitutto, alla tutela degli studenti. «Troppo spesso sentiamo parlare di bambini maltrattati all’interno delle mura scolastiche, episodi che solo dopo anni di vessazioni vengono alla luce, dopo denunce ripetute e magari mesi di indagini e intercettazioni. La presenza di impianti di videosorveglianza rappresenterebbero invece un naturale deterrente e soprattutto consentirebbero di individuare in tempo reale chi si macchia di simili reati. Le telecamere consentirebbero di ottimizzare il controllo nelle scuole anche contro spaccio di droga e bullismo. Parliamo di un fondo insufficiente rispetto alle esigenze della nostra città, ma comunque rappresenta un buon inizio. La scadenza è stata comunicata al Comune, che ha però osservato un rigoroso silenzio sul tema. Nelle scorse ore è arrivato, sempre dalla Prefettura, il terzo sollecito che ci ha fatto sobbalzare sulla sedia, e a quel punto abbiamo rintracciato tutte le carte».

