Telecamere e testimoni: caccia aperta ai piromani

Scatta l’inchiesta: individuati i punti d’innesco. E oggi arrivano esperti e droni
PESCARA. Venti ettari di terreno in fumo, una parte della pineta dannunziana bruciata, la Variante ancora chiusa, nella zona sud, in ingresso e in uscita. È una ferita profondissima quella provocata dagli incendi scoppiati domenica, dalle spalle della Riserva fino alla zona di fosso Vallelunga, all’altezza di piazza Alcyone, e poi anche in strada vicinale Colle Breccia, dove c’è il metadonodotto. Per i vigili del fuoco ci sono volute ore, con l’intervento anche di elicotteri e Canadair, per mettere in salvo case ed edifici e spegnere le fiamme. Ma anche ieri vigili e protezione civile hanno continuato a monitorare le zone a rischio, tra i comparti 4 e 5 della pineta e Colle Breccia, per evitare che i focolai riprendessero forza, per cui alcune strade a rischio sono rimaste chiuse al traffico, durante la bonifica.
SOPRALLUOGHI E DRONI. Non tutti sono rientrati a casa. Ieri, a mano a mano che le persone evacuate in via precauzionale si presentavano in via della Bonifica, all’Unità di comando locale dei vigili del fuoco, venivano eseguiti dei sopralluoghi negli alloggi, ma le abitazioni vicine ad alberi pericolanti sono rimaste inaccessibili, per ora. E sempre i vigili, che hanno messo in campo tutto il personale a disposizione, ottenendo rinforzi dal Lazio e dalla Toscana, oggi metteranno in azione i droni – attesi ieri sera dall’Aquila – per accertare la temperatura del terreno e rilevare le aree interessate a quello che è stato un disastro, per Pescara.
L’INCHIESTA. Intanto le indagini, affidate ai carabinieri forestali e ai carabinieri della compagnia di Pescara, sono già partite, coordinate dal sostituto procuratore Anna Benigni che nel tardo pomeriggio di ieri ha visitato di persona le zone divorate dal fuoco. Il fascicolo è stato aperto, a carico di ignoti, per incendio e incendio boschivo doloso, e già oggi gli accertamenti entreranno nel vivo con l’arrivo, da Roma, del Nucleo dei carabinieri forestali specializzato in incendi boschivi. Sopralluoghi, rilievi e studi permetteranno di risalire ai punti in cui sono partiti gli incendi e anche alle modalità di sviluppo delle fiamme, per poi approfondire l’esame delle zone ritenute nodali. Al momento, quindi, nessuna pista è stata esclusa, ma è chiaro che i focolai sono stati diversi. Intanto, sono state acquisite delle testimonianze e sono state cercate le telecamere nelle zone coinvolte dal fuoco o comunque vicine.
SUMMIT IN PREFETTURA. In prefettura, dove domenica il prefetto Giancarlo Di Vincenzo ha istituito il Centro coordinamento soccorsi, si è riunito ieri il Comitato per l’Ordine e la sicurezza pubblica, con i vertici di questura, carabinieri, guardia di finanza e polizia locale. Si è deciso «un ulteriore potenziamento dei servizi di prevenzione e controllo del territorio della provincia, per gli incendi boschivi» considerato che tra domenica e ieri sono state diverse le zone del pescarese divorate dai roghi. Quella che si è verificata in città «non era una situazione facile da gestire», commenta Di Vincenzo. «Tutte le forze scese in campo sono state brave e tempestive, così come sono stati bravi e reattivi i cittadini. È stata una situazione molto grave e le conseguenze potevano essere più pesanti, per cui ringrazio tutti», aggiunge Di Vincenzo che lascia a chi indaga il compito di accertare la natura delle fiamme «ma i miei dubbi da cittadino restano».
GLI INTOSSICATI. Di Vincenzo traccia un bilancio delle persone allontanate da casa, che sono state 71 (tra cui le suore di via De Cecco e di via Monte Carmelo), mentre sono state 46 quelle che hanno avuto bisogno di assistenza sanitaria (al Pala Becci è stato attivato un posto medico avanzato, con il 118, aperto tutta la notte). Hanno raggiunto il pronto soccorso 37 persone: tra loro una bimba di 4 anni, soccorsa da una pattuglia della polizia in uno stabilimento balneare invaso dal fumo. I poliziotti, considerata l’emergenza, l’hanno caricata in auto con i genitori per trasportarla allo Spirito Santo e dopo le cure è stata dimessa. In ospedale, tra gli altri, anche delle suore (che avevano problemi pregressi) e un’anziana disabile, soccorsa dai poliziotti in casa. Inevitabili le cure per un uomo che si è bruciato i piedi dopo essere entrato in pineta, magari per dare una mano. E le pattuglie hanno dovuto convincere non pochi cittadini ad allontanarsi dalle case a rischio, mentre cercavano di preservarle dalle fiamme.

