«Telecamere e vie illuminate No alla giustizia fai da te»

Il comandante provinciale dei carabinieri: andrò a parlare con il prefetto
PESCARA. Il cittadino che affronta i ladri da solo con il fucile, quelli che si organizzano in ronde autonome e i ladri che, comunque, non mollano. Quella contro la microcriminalità è una lotta quotidiana, silenziosa e impari. Ma il comandante provinciale dei carabinieri, il colonnello Marco Riscaldati, ammonisce: «Le armi vanno usate secondo quello che consente la legge, o si rischia di passare dalla parte del torto. E anche le ronde, attenzione, perché non sono previste dalla legge».
E allora che strumenti ha un cittadino per difendersi dai ladri?
«Intanto dico che sono particolarmente felice dell’arresto di Spoltore, ma sarei molto più felice se potessimo arrivare prima e impedire che il reato venga commesso. Eppure chissà quanti passaggi davanti a un’azienda, a una banca o a delle abitazioni hanno scongiurato un reato che si sarebbe potuto commettere. Tante volte accade, è l’attività di prevenzione che non dà riscontro, se non nel lungo termine. Ci sono stati diversi episodi ultimamente e questo mi rassicura sul fatto che sul territorio c’è un dispositivo pronto e reattivo. Certo non è facile, considerando che l’intero comprensorio pescarese conta quasi 250mila abitanti. È un territorio difficile da gestire per cui colgo l’occasione per lanciare un progetto di cui parlerò con il prefetto e con qualche sindaco.
Di che si tratta?
Un sistema molto sofisticato di videosorveglianza.
E i soldi per farlo?
Ci sono, ci sono. Vengono tratti dalle attività contravvenzionali e possono benissimo essere reimpiegati per la sicurezza. Ma in ogni caso deve passare l’idea che la videosorveglianza è importante. E più la videosorveglianza è integrata, più si fa sistema, e meglio è. Bisogna investire in telecamere che funzionano, che sono facilmente leggibili, strumento investigativo importantissimo. A questo aggiungo anche che è importante l’illuminazione pubblica. Ci sono dei luoghi dove l’illuminazione è carente o non ce n’è per niente. Anche su questo bisogna riflettere, perché la sicurezza ormai è partecipata.
Come le ronde?
Le ronde non sono uno strumento idoneo.
Perché?
Perché non sono previste dalla legge. Ci sono delle forme di associazionismo che la legge prevede (il decreto ministeriale 8 agosto 2009 emanato dal Ministero dell'Interno per gli "osservatori volontari", in attuazione della legge sulla sicurezza 94/2009 ndr). I cittadini devono segnalare. E per farlo in forma associata devono attenersi alla legge.
Che cosa prevede la legge a grandi linee?
Bisogna essere accreditati dalla prefettura, ci dev’essere uno statuto, un’associazione riconosciuta con i nominativi delle persone, che devono avere delle determinate caratteristiche. Dall’età, non inferiore ai 25 anni, alla fedina penale, visto che non devono avere avuto problemi con la giustizia. Non possono essere utilizzati animali e armi e, anche, vanno usate determinate casacche catarinfrangenti.
Che ne pensa delle ronde nate sul nostro territorio, come a Città Sant’Angelo?
Mi ha sorpreso che ci sono, non me l’aspettavo. Anche perché mi pare che il territorio dove sono sorte non sia particolarmente colpito. In ogni caso non ho nulla in contrario, non c’è ostilità. Basta che siano in regola, perché lo spontaneismo se non ben indirizzato e ben preparato può avere anche un fattore di pericolo per le stesse persone. Se i cittadini hanno la buona volontà di impegnarsi affinché si rispettino le norme, devono essere i primi a rispettarle.
Nel caso di Spoltore il cittadino aveva un fucile.
Meno male che era a pallini, ha fatto poco danno. Era un arma per uso sportivo, che può essere detenuta su licenza e portata all’esterno dell’abitazione unicamente per finalità sportive, vale a dire da casa al poligono. E lui l’ha usata sempre nelle sue pertinenze. Ma chi detiene le armi in casa legalmente dev’essere consapevole che può usarla sono nelle circostanze consentite dalla legge: per difendere se stesso o chi sta vicino a lui da un pericolo attuale e concreto. Il ladro che scappa non è un pericolo attuale, per cui chi si mette a sparare dalla finestra o anche mentre il ladro gli volge le spalle rischia di passare dalla parte del torto. Questo accade anche per le forze dell’ordine.
Comunque l’episodio dell’altra notte attesta che i ladri ci sono e vanno in giro. Come siete organizzati?
Stiamo pattugliando il territorio e dove c'è un’emergenza interveniamo. Ma ci sono sempre i servizi particolari, il territorio è articolato in settori. Ogni comando ha la sua zona, ma la capacità operativa è garantita su tutto i territorio. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

