Telecamere nel parco dei 120 alberi

San Giovanni Teatino, sistema di videosorveglianza contro gli atti di teppismo
SAN GIOVANNI TEATINO. Arrivano le telecamere di sicurezza e anti-vandali nel parco dei 120 alberi di Sambuceto. Il Comune ha incaricato una società di Chieti, la Fmc Consulting, d’installare cinque apparecchi per la videosorveglianza nel giardino di via Quasimodo, realizzato e inaugurato un anno fa nell’area dove fino al 2015 sorgeva l’ex campo di calcio.
La ditta è stata individuata attraverso il sistema del mercato elettronico pubblica amministrazione (Mepa). Per 21mila 750 euro (importo senza Iva), la società teatina fornirà e piazzerà, oltre al kit di videosorveglianza, un videoserver Qnap, computer dedicato alla registrazione e riproduzione di contenuti audio/video.
La videosorveglianza rientra nel progetto approvato a dicembre dalla giunta del sindaco Luciano Marinucci, con una delibera relativa al terzo lotto dei lavori del parco attrezzato di via Quasimodo. Nei mesi scorsi, è stata sistemata l'area riservata ai cani, con la messa a dimora di quattro alberi di acero per dare ombra in estate, la posa di quattro panchine, un totem per la distribuzione di sacchetti per la raccolta degli escrementi degli amici a quattro zampe.
«Lo stesso sistema di videosorveglianza sarà replicato negli altri parchi cittadini, a seguito delle numerose richieste di cittadini che desiderano trascorrere i loro momenti di relax in piena sicurezza» annuncia l’assessore Massimiliano Bronzino Cesario. «Un intervento che deriva anche dalla necessità di prevenire e arginare fenomeni di delinquenza contro i beni pubblici, come danneggiamento delle fontane, panche e tavoli, giochi e perfino delle targhe di adozione degli alberi da parte dei bambini, targhe affisse da pochi giorni e già divelte da teppisti».
«Continuiamo operosi sulla strada del buon vivere: non solo sicurezza ma anche spazio libero e curato per trascorrere il tempo libero» commenta il sindaco Marinucci. Il parco dei 120 alberi si chiama così perché nel 2011, raccogliendo la richiesta di 250 famiglie, siamo riusciti a evitare la realizzazione di 120 appartamenti, destinando l'area a verde pubblico».
Gabriella Di Lorito
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