Telespazio, nasce la super sala che guida i satelliti nel cosmo

Ortucchio, il sottosegretario Fraccaro: «L’Italia investe nel settore, avremo benefìci» Profumo, Ad di Leonardo: «Realtà innovativa per la commercializzazione dei servizi»
ORTUCCHIO. Come un bimbo padroneggia un aquilone nel vento, così le parabole di Telespazio manovrano un filo invisibile tra il Fucino e le stelle, attraverso una sala fatta di numeri e monitor che sembra uscita da un film di fantascienza. La struttura che muove questi fili si chiama Leop, acronimo che sta per Launch and early orbit phase, ed è stata inaugurata ieri mattina. Il Centro spaziale “Piero Fanti”, il più grande teleporto al mondo per usi civili con le sue 170 antenne, si assicura così un’altra fetta di futuro, qui dove un tempo c’era un lago e dove esattamente mezzo secolo fa sono rimbalzate sulle televisioni d’Italia le immagini dello sbarco dell’uomo sulla Luna. Il Leop è un nucleo tecnologico per le delicate attività di messa in orbita e test dei satelliti, con zero tolleranza di errori. Rappresenta una delle fasi più critiche di una missione satellitare e comprende tutte le attività svolte dal centro di controllo dal momento della separazione del satellite dal razzo vettore fino al suo posizionamento nell’orbita finale. Si gestisce, con una media di dieci giorni, un oggetto tecnologicamente complesso. Telepazio è l’unico operatore privato in Europa in grado di gestire la fase di Leop di una missione satellitare.
E in tutto ciò l’Abruzzo ha un ruolo chiave con un team altamente specializzato. Come ha spiegato Glauco Di Genova, responsabile Leop.
La struttura inaugurata nel Fucino, sottolinea dopo il taglio del nastro il sottosegretario alla presidenza del consiglio con delega allo Spazio, Riccardo Fraccaro, «rappresenta una maggiore capacità di controllo satellitare da parte dell’Italia, di sviluppo di tutto quella tecnologia satellitare che, molti cittadini non sanno, ma può portare benefici nella vita quotidiana di tutti noi. Questo è il valore aggiunto». E quanto all’impegno del governo su questo fronte sottolinea: «Stiamo investendo moltissimo, in questo momento storico, perché lo spazio è la frontiera del futuro. E lo facciamo perché crediamo fortemente che nei prossimi anni lo spazio e la tecnologia che svilupperemo daranno dei benefici di ritorno a tutta la comunità italiana ed europea. Siamo leader mondiali oggi in questo settore e l’inaugurazione di questo centro per noi rappresenta un ulteriore tassello di questo percorso. Complimenti a Telespazio e a Leonardo per il progresso tecnologico che hanno garantito in questi anni e che stanno portando avanti».
Il prossimo appuntamento è per martedì, quando il sistema Leop è chiamato a gestire la messa in orbita del satellite Cosmo-SkyMed Second Generation. «Dal 1996 a oggi», commenta Luigi Pasquali, coordinatore delle attività spaziali di Leonardo, «Telespazio ha svolto con successo oltre 150 operazioni di messa in orbita di alcuni tra i più importanti satelliti internazionali, molti dei quali con tecnologie Leonardo a bordo. Dal Fucino, stiamo gestendo le attività preparatorie per la messa in orbita e il controllo del primo satellite della costellazione italiana Cosmo-SkyMed Second Generation, che sarà lanciato il prossimo 17 dicembre. La nuova sala sarà inoltre un asset strategico per i Leop a propulsione elettrica che assumeranno una sempre maggiore importanza nei prossimi anni».
Il ruolo di Leonardo in Cosmo-SkyMed Second Generation – è stato spiegato nel corso della cerimonia – va oltre la messa in orbita del satellite: l’azienda fornisce anche sensori di assetto stellari per il corretto posizionamento nello spazio, mentre l’energia necessaria al funzionamento del satellite e degli strumenti è garantita da otto sofisticati pannelli fotovoltaici. Diverse unità di controllo e distribuzione trasformeranno la luce del sole in energia e la gestiranno massimizzandone l’efficienza per alimentare sistemi e sottosistemi di bordo.
Dopo Cosmo-SkyMed, il Centro “Piero Fanti” gestirà, nel 2021, il lancio dei satelliti meteorologici europei Eumetsat.
«Il continuo investimento in tecnologie, capacità e infrastrutture per garantire operazioni spaziali sicure e efficaci, alla luce della forte crescita del settore, è un fattore indispensabile per consolidare la leadership di Leonardo nei servizi satellitari», evidenzia l’amministratore delegato di Leonardo, Alessandro Profumo.
Leonardo controlla il 67% di Telespazio, il restante 33% è in capo a Thales.
«Siamo tra le realtà più innovative nella commercializzazione dei servizi per istituzioni, imprese e cittadini», aggiunge l’Ad, dalla navigazione, alla geo-informazione, fino alla sicurezza di territori e delle infrastrutture. La costellazione Cosmo-SkyMed consente di presidiare tutto ciò che è legato al cambiamento climatico, la priorità del nostro secolo, come la stabilità dei campanili di Venezia dopo l’acqua alta eccezionale di novembre o lo scioglimento dei ghiacci». Profumo sottolinea il fondamentale ruolo dell’intelligenza artificiale nell’osservazione della Terra: «I satelliti ci forniscono dati, ma è grazie all’intelligenza artificiale che questi si trasformano in informazioni e immagini».
E dalla base nel Fucino ci sono le intelligenze che guidano questo futuro.
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