Tende a Manoppello Scoppia la polemica sui migranti in arrivo

23 Agosto 2023

La prefettura: dieci adulti a Pescara, Penne e Turrivalignani Interrogazione parlamentare di Si. Il Pd: «Persone umiliate»

MANOPPELLO. Dei quaranta migranti in arrivo oggi sulle coste ortonesi, sono dieci quelli assegnati ai centri di accoglienza della provincia di Pescara. Nessuno di loro sarà sistemato nelle tende allestite a Manoppello. La prefettura che sta gestendo la macchina dell’accoglienza conferma con il vicario Gaetano Losa che il campo «è stato preparato in via emergenziale, come estrema ratio in caso di uno sbarco improvviso di centinaia di naufraghi o dell’indisponibilità delle strutture sul territorio». Un’ipotesi, quella dell’utilizzo delle tende, che al momento è «remota» visto che «non ci sono problemi di dislocazione».
In totale sono circa 370 i migranti ospitati ad oggi nel Pescarese. Quelli salvati dalla nave Life Support di Emergency (originari di Bangladesh, Egitto, Pakistan, Siria e Sudan) in viaggio verso l’Abruzzo, saranno divisi tra le quattro province. «A Pescara», spiega il vicario del prefetto Losa, «saranno ospitati dieci adulti nei centri di accoglienza di Turrivalignani, Penne e nella struttura di Pescara gestita dalla Caritas. Siamo alla continua ricerca di spazi vista la scarsa disponibilità di posti. Per fortuna nei Cas già in funzione si sono liberati dei posti e quindi siamo in grado di far fronte ai nuovi arrivi senza problemi. In via preventiva abbiamo sistemato sei tende nel terreno adiacente al Cas di Manoppello, quindi non in uno spazio isolato, come succede in tutte le città italiane da Bolzano a Reggio Calabria, in modo da essere pronti in caso di necessità improvvise. Ma è un errore parlare di tendopoli: si tratta di un campo che potrebbe essere utilizzato solo come ultima spiaggia ed esclusivamente in via temporanea come estensione del centro di Manoppello, dei cui servizi i migranti fruirebbero».
Ad accendere la polemica politica su quella che hanno definito la «tendopoli di Manoppello» sono stati i segretari regionali del Pd, Daniele Marinelli, e di Sinistra italiana, Daniele Licheri, che ha annunciato un’interrogazione parlamentare al ministro competente e ha proposto «un modello di accoglienza diffusa concertato e pensato da tutti i livelli istituzionali insieme alle associazioni per accompagnare soprattutto i tanti minori non accompagnati che sono già vittime di lunghi e pesanti viaggi della speranza». Marinelli ha contestato «il fallimento della destra, a tutti i livelli» e «la scelta disumana delle tendopoli, anche nella nostra regione, senza alcun riguardo per la dignità delle persone, in piena estate e dopo i lunghi e faticosi viaggi in mezzo al mare, resi ancora più difficili dalla scelta del governo di non agevolare gli sbarchi nei porti più vicini». «Nemmeno negli anni più difficili dell’emergenza migratoria, come il 2016», gli fa eco il delegato abruzzese della direzione nazionale del Pd Claudio Mastrangelo, «si era mai arrivati a dover umiliare la dignità delle persone sbattendole in delle tendopoli in pieno agosto dopo viaggi di giorni e giorni in mezzo al mare, spesso in condizioni pietose, a causa del sadismo del Governo che costringe le navi a sbarcare in porti lontani e di città guarda caso tutte governate dal centrosinistra. Per di più, a causa della mancanza totale di collaborazione da parte della regione e di tante amministrazioni comunali di centrodestra che fanno finta di non ascoltare le richieste del Governo, il carico dell’emergenza finisce totalmente quei pochi piccolissimi centri che hanno dato disponibilità negli scorsi mesi».
©RIPRODUZIONE RISERVATA