Tenta di uccidere la moglie dopo una lite

La colpisce alla testa con una statuetta in acciaio, poi cerca di tagliarsi le vene: lei è grave, lui è piantonato in stato di arresto
PENNE. Macchie di sangue sul divano e per terra. E intorno, le tracce di un litigio dai connotati violenti. Questa la scena che i carabinieri della compagnia di Penne, diretti dal capitano Giovanni De Rosa, e i sanitari del 118 si sono ritrovati davanti ieri pomeriggio, intorno alle 16. Un uomo di 77 anni, Ferdinando Gino Mazzini, originario di Milano, è adesso in stato di arresto, piantonato dai militari all’ospedale di Pescara, per aver tentato di uccidere sua moglie Maria Cretarola, 82enne di Penne, ora in prognosi riservata. È successo tutto all’interno del casolare di contrada Cupello, nella zona nord di Penne, a poca distanza dal quartiere San Rocco. Non si conoscono i motivi che avrebbero scatenato la violenza e non è escluso che l’uomo possa aver avuto una forte crisi depressiva. È stato lui stesso ad allertare i carabinieri dell’accaduto. Il 77enne, ex commerciante, avrebbe colpito la moglie con una statuetta in acciaio. L’anziana donna, subito ricoverata in codice rosso all’ospedale Santo Spirito di Pescara, ha riportato un trauma cranico con vasta ferita al cuoio capelluto. La donna è stata trasportata con l’elicottero, mentre suo marito, che dopo il tentato omicidio ha provato a togliersi la vita tagliandosi le vene, è stato portato all’ospedale pescarese in ambulanza.
All’anziana, ricoverata in prognosi riservata nel reparto di Geriatria, anche se appoggiata in Neurochirurgia, dopo gli accertamenti non sono state riscontrate fratture: i sanitari non hanno sciolto la prognosi. Mazzini è stato invece ricoverato in psichiatria, piantonato dai militari pennesi. La coppia, che si è sposata nel 1985, si era trasferita definitivamente a Penne nel 2016, dopo aver abitato a fasi alterne anche a Segrate. In queste settimane di emergenza da coronavirus i due coniugi sono stati ricoverati a lungo, quasi due mesi, nel reparto Covid-19 dell’ospedale San Massimo di Penne, dopo essere risultati entrambi positivi al coronavirus. Il dramma avvenuto ieri ha scosso i residenti del quartiere di San Rocco, a poca distanza dall’abitazione dei due coniugi, che hanno sentito chiaramente sia le urla sia l’arrivo dei soccorsi e dei militari, e poi l’intera comunità pennese.
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