Tentano di derubare due anziani a Pescara, presi i falsi assistenti sociali

18 Settembre 2015

In 4 provano a rubare in casa di una coppia di anziani, ma il figlio li mette in fuga: arrestati dopo un inseguimento

PESCARA. Due sono entrati nella casa di una coppia di pensionati, 86 anni lui e 81 lei, spacciandosi per dipendenti dei servizi sociali mandati dal Comune per l’esenzione dei pagamenti. Un altro fuori dalla porta a fare da palo e il quarto è rimasto seduto nella macchina, una Fiat Panda parcheggiata su una strada brecciata. Ma la truffa non è riuscita: gli anziani si sono insospettiti per quelle domande troppo «insistenti» e hanno chiamato il figlio che vive al piano di sopra. E così è scattata la fuga dei 4 truffatori con il figlio dei pensionati a rincorrerli gridando accuse. Un piano fallito e anche sfortunato perché la fuga è finita contro una pattuglia della polizia di passaggio nella zona di Fontanelle per un controllo.

Gli agenti del Reparto prevenzione crimine della questura, mercoledì scorso in via Tirino, si sono trovati davanti i truffatori che correvano tallonati dal figlio degli anziani e hanno capito subito che non si trattava di un allenamento di gruppo. Il bilancio, dopo un inseguimento a piedi, è di tre arresti: la prima è Loreta Bevilacqua, 41 anni, che nonostante fosse già agli arresti domiciliari è stata sorpresa in via Tirino; la seconda è Amelia Spinelli (48), in regime di semilibertà; il terzo è Ercole Spinelli (55), 12 ore passate al San Donato e, in seguito alla convalida di ieri pomeriggio, finito ai domiciliari mentre le due donne si trovano ancora nel carcere di Chieti. I tre sono accusati di concorso in tentato furto aggravato in abitazione. Il quarto, che è riuscito a fuggire, è ancora ricercato ma la polizia sa chi è: è stato visto in faccia.

«Fermati, ti veniamo a prendere a casa», gli hanno urlato i poliziotti mentre arrestavano gli altri tre. E i poliziotti sono andati davvero a prenderlo a casa, ma finora lui non si è fatto trovare. Dalle 15 di ieri in tribunale sono arrivate tre generazioni di parenti degli arrestati in segno di solidarietà: più di 30 persone, bambini, adulti e anziani, hanno affollato l’atrio davanti all’aula 2 in attesa del pronunciamento del giudice Francesco Marino. Un pronunciamento accolto senza rabbia ma con rassegnazione.

Per gli agenti del Reparto prevenzione crimine, diretto dal vice questore Laura Pratesi, doveva essere un normale pattugliamento per tenere sotto controllo la tensione di Fontanelle dopo le liti in strada e le proteste dei residenti della settimana scorsa. E invece è stato sventato un colpo in diretta: quando gli agenti hanno visto i 4 che scappavano hanno chiuso la strada alla Panda. Tre dei 4, ormai braccati, hanno provato a fuggire a piedi: Ercole Spinelli è stato l’unico a non muoversi dalla macchina e li è stato bloccato; le donne sono scappate verso il ponte che porta a San Giovanni Teatino e sono state acciuffate da un poliziotto; il quarto componente della banda, un uomo, è riuscito a scappare ma se finora ha evitato l’arresto difficilmente scamperà una denuncia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA