Teodoro: «La differenziata doveva crescere di più»

28 Giugno 2016

PESCARA. «Altro che un milione di euro di risparmio. Se fossimo riusciti a portare la raccolta differenziata dei rifiuti dal 32.5 per cento al 35 per cento, quota che rappresenta la soglia minima...

PESCARA. «Altro che un milione di euro di risparmio. Se fossimo riusciti a portare la raccolta differenziata dei rifiuti dal 32.5 per cento al 35 per cento, quota che rappresenta la soglia minima per non pagare l’ecotassa, saremmo riusciti a guadagnare in più 270 euro a tonnellata. Una cifra che ci avrebbe consentito di mantenere i lavoratori ora andati via».

È la replica del capogruppo in consiglio comunale di Scegli Pescara, Piernicola Teodoro, all’amministratore unico uscente di Attiva, l’azienda che gestisce la nettezza urbana in città, Domenico Di Michele, che un paio di giorni fa, nel tracciare un resoconto sul triennio passato alla guida amministrativa della municipalizzata, aveva parlato, tra i risultati ottenuti, di un risparmio di ben un milione e 185.749 euro sul costo del servizio di igiene urbana per il Comune.

La replica di Teodoro a Di Michele (al suo posto il sindaco Marco Alessandrini ha nominato venerdì scorso Massimo Papa) è arrivata nella sala del consiglio comunale in occasione della presentazione della diffida stragiudiziale, anticipata sabato dal Centro, notificata al ministero del Lavoro il 16 giugno scorso, e firmata da dieci consiglieri comunali: nove dell'opposizione e uno della maggioranza.

La vicenda riguarda l’interpello che nel febbraio scorso fu inviato al ministero del Lavoro dall’amministrazione cittadina su richiesta, quasi all’unanimità, del consiglio comunale, nel quale il Comune chiedeva al Ministero un parere sulla possibilità di un’eventuale «conciliazione» per i i circa 70 lavoratori interinali che, dopo anni di lavoro a tempo determinato per Attiva, ora sono rimasti senza lavoro.

Parere che, però, il Ministero ha scelto di non esprimere, visto che per giovedì 7 luglio è fissata una udienza in corte d’Appello per decidere sul ricorso presentato da Attiva contro la sentenza di primo grado emessa dal tribunale di Pescara che ha sostanzialmente reintegrato in azienda uno degli ex interinali.

«Ora, invece, con la diffida», ha spiegato l’avvocato Fabio Di Paolo, intervenuto insieme con il collega Carlo Alfani all’incontro nella sala consiliare con una trentina di ex interinali dell’azienda che si occupa di rifiuti in città, «entro trenta giorni dalla notifica, il Ministero del Lavoro dovrà esprimersi».

Vito de Luca

©RIPRODUZIONE RISERVATA