Teodoro: «Una casa per tutti gli sfollati»

Il neo assessore parla del suo nuovo incarico e dell’accordo con il Pd: ora basta contrasti, lavoriamo insieme per la città
PESCARA. Ad otto anni dalla sua ultima esperienza in giunta, durata solo pochi mesi con l’amministrazione Mascia, Gianni Teodoro è tornato a fare l’assessore in Comune. È stato nominato appena tre giorni fa ed è già al lavoro. Ha ricevuto deleghe pesanti e anche scomode, come la protezione civile e le case popolari, ma lui non sembra preoccuparsene. In questa intervista, Teodoro parla di tutto: dal ritrovato accordo con il sindaco e il Pd, agli sfollati di via Lago di Borgiano, fino alle proposte per rilanciare l’attività amministrativa.
Assessore, dopo una lunga guerra fredda, i rapporti tra lei e il sindaco sembrano tornati idilliaci. Ma quello che è avvenuto in passato, cioè l’estromissione dalla giunta di sua figlia Veronica nell’ottobre del 2016, è stato dimenticato?
«L’esclusione della mia lista civica, la seconda più votata del centrosinistra, dalla rappresentanza nella giunta, è stato un fatto politico obiettivamente ingiusto. Ma la politica deve saper tendere e guardare al futuro, senza dimenticare il passato».
Come saranno ora i rapporti tra la sua lista civica e il resto della maggioranza? Verranno presentati ancora centinaia di emendamenti alle delibere?
«La Lista Teodoro-Scegli Pescara ha sempre agito con correttezza verso la maggioranza. Quando ad un certo punto non è stato più possibile fornire il nostro contributo di idee e di proposte, in seno alla giunta, il consiglio è divenuto l’unico luogo di discussione e di partecipazione democratica per continuare a fornire il nostro contributo migliorativo e incidere, ove possibile, sul contenuto delle delibere nell’interesse della città».
Questo accordo con il Pd prevede una nuova alleanza in vista delle prossime elezioni regionali e comunali?
«L’unica “alleanza nuova” è quella contemplata nel Nuovo testamento. L’alleanza politico con il Pd è stata invece costruita durante i cinque anni trascorsi insieme tra i banchi dell’opposizione a un centrodestra che ha dimostrato tutti i propri limiti dell’azione amministrativa e di governo. Ma per durare nel tempo deve essere alimentata attraverso il rispetto leale degli impegni, la condivisione dei valori, delle strategie, dei programmi e degli obiettivi. Il Pd, nelle sue articolazioni di vertice, ha compreso e apprezzato il valore che la partecipazione dell’impegno civico può esprimere dentro il centrosinistra».
C’è chi sostiene che il suo assessorato sia a tempo e che lei possa lasciare l’incarico prima per potersi candidare alle prossime elezioni regionali.
«Ho accettato l’incarico in giunta per senso di responsabilità verso la città nella quale sono nato, sono vissuto e mi sono sposato. Alcuni miei strettissimi collaboratori hanno cercato di dissuadermi e devo dire con convincenti argomentazioni. Ma l’amore per questa città è talmente grande e profondo che ho deciso di accettare la richiesta di collaborazione che il sindaco, che rappresenta la città, mi ha rivolto. Chi mi conosce sa che quando prendo un impegno lo porto avanti, fino in fondo».
Come saranno i rapporti tra lei e il sindaco dopo le critiche, a volte pesanti, che gli esponenti della lista civica da lei fondata hanno più volte avanzato al primo cittadino durante le sedute del consiglio comunale?
«Il giudizio critico sul passato va contestualizzato. Sono certo, tuttavia, che condividendo il duro lavoro che ci attende, avremo modo di chiarire le incomprensioni che ci sono state e di valorizzare le reciproche esperienze a beneficio della città».
Mi chiedo quale potrà essere la sua posizione in giunta quando arriveranno provvedimenti di un certo rilievo per cui la Lista Teodoro si è sempre mostrata contraria. Mi riferisco, ad esempio, al mercatino etnico.
«La Lista Teodoro-Scegli Pescara ha sottoscritto un programma elettorale e ne continuerà a garantire lealmente il rispetto. Sui temi che invece non sono stati oggetto del programma, la lista civica ne discuterà con il sindaco e con la maggioranza al fine di trovare soluzioni condivise. La questione del mercato etnico è un argomento estraneo al programma. È un enorme problema di carattere sociale che va regolamentato nel rispetto della legalità e della sicurezza, non solo dei cittadini, ma anche di coloro che, nel rispetto della legge, hanno diritto di svolgere il proprio lavoro».
Il caso più scottante degli ultimi mesi è quello degli sfollati di via Lago di Borgiano. Come pensa di intervenire?
«Una situazione davvero devastante. La Regione ha già programmato un intervento straordinario per garantire la ristrutturazione del patrimonio residenziale pubblico. Il Comune è intervenuto coordinando le attività di emergenza e anticipando il Contributo di autonoma sistemazione a beneficio di coloro che provvisoriamente hanno preso una casa in affitto. Appena saranno ultimati gli interventi manutentivi che l’Ater ha già programmato per diversi edifici di proprietà, l’amministrazione comunale provvederà alle relative assegnazioni in favore delle famiglie coinvolte. Mi auguro che i tempi di ultimazione dei lavori siano rispettati per dare una casa dignitosa a chi si trova in difficoltà».
Secondo lei, l’attività amministrativa dovrebbe essere rilanciata?
«Tanto è stato fatto, ma ancora molto c’è da fare. Suggerirei al sindaco di ridefinire l’agenda politica della maggioranza, individuando alcune grandi priorità rispetto alle quali occorre caratterizzare l’azione amministrativa. Occorre dare risposte chiare, concrete e incisive sul traffico, la mobilità, la sicurezza, la lotta alla povertà e al degrado delle periferie, senza dimenticare il tema del lavoro e della crescita dell’economia locale, che si basa essenzialmente sulle iniziative commerciali ed edilizie, purché siano orientate a promuovere una crescita misurata, equa e sostenibile della città. Su questi temi ci confronteremo e qualificheremo la nostra azione amministrativa».
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