Teramo, affluenza alle urne in discesa

A 84 anni rinuncia all’intervento chirurgico e fa un viaggio di 120 chilometri per votare
TERAMO. La media è leggermente più alta di quella regionale, ma fotografa comunque una provincia spaccata a metà. Il dato dell’affluenza alle urne nel Teramano ricalca quello delle regionali di cinque anni fa e si attesta al 53,01%, rispetto al 53,85% della precedente tornata. Resta ben lontano, dunque, il 66,14% del 2014. Anche ieri, come nel 2019, alle urne è andata poco più della metà dei 273.599 aventi diritto. I numeri, però, indicano variazioni sostanziali rispetto al dato generale nei 47 comuni della provincia. In alcuni casi la media è stata molto al di sopra della media, con un incremento sensibile in confronto a cinque anni fa. Il record di votanti spetta a Torano Nuovo, roccaforte del consigliere uscente del Pd Dino Pepe, che si attesta al 69,24% (68,57% il precedente), seguito da Fano Adriano al 65,86% che fa registrare il balzo in avanti più significativo, con un incremento di quasi nove punti (56,48%), Molto sopra la media anche Crognaleto, dov’era candidato l’ex sindaco Giuseppe D’Alonzo, con il 65,37% (65,80% nel 2019).
Le candidature di due assessori, Giovanni Cavallari e Valdo Di Bonaventura, e di un campione di preferenze come Paolo Gatti, oltre al legame della città con l’ex rettore Luciano D’Amico, alla guida della coalizione di centrosinistra, ha spinto ma non più di tanto la percentuale di affluenza a Teramo. Nel capoluogo il dato si è attestato al 59,76%, poco oltre due punti in più rispetto alla precedente tornata. In calo di circa il tre per cento, invece, la partecipazione al voto a Campli che schierava due uscenti: l’assessore della Lega Pietro Quaresimale e il consigliere Dem Sandro Mariani. Si è presentato alle urne il 55,98% degli elettori, contro il 58,40% di cinque anni fa. Affluenza in discesa anche a Pineto, dove il sindaco Robert Verrocchio si è dimesso per candidarsi con il Pd, che ha fatto registrare il 52,28% dei votanti rispetto al 54,6% del 2019. Un risultato simile è stato registrato a Roseto, che aveva in corsa i consiglieri comunali Enio Pavone e Rosaria Ciancaione. L’affluenza è stata del 51,19%, contro il 53,07% del 2019. Tra i cali più consistenti c’è quello di Ancarano del consigliere uscente Emiliano Di Matteo dove l’affluenza è passata dal 62,27% del 2019 al 57,96%. Ha rinviato un intervento chirurgico e affrontato un viaggio di 120 chilometri pur di non rinunciare al diritto di voto. La protagonista di questa storia di profondo senso civico si chiama Sisina Esposito e ha 84 anni. Vive ad Alba Adriatica, ma è residente a Leofara, suo paese di origine nel comune di Valle Castellana. Sisina avrebbe dovuto sottoporsi a un intervento chirurgico alle gambe programmato da tempo a Roma, ma ha preferito rimandarlo per non perdere l’appuntamento con le urne. Non è stata questa l’unica difficoltà che ha superato. Per votare, infatti, è dovuta tornare a Valle Castellana dalla cittadina costiera dove abita. Ad accompagnarla è stato un conoscente, Luigi Cipriani, che ha raccontato via social la scelta di Sisina. «Si è fatta ben 120 chilometri di strada di montagna», spiega, «e alla domanda “ma perché hai rinunciato all'intervento chirurgico per farti tutti questi chilometri e venire a votare” ha risposto: voi ci siete nati con questo diritto, io ho dovuto lottare per averlo».

