Terme Caramanico: uno studio promuove la qualità delle acque

Il governatore Marsilio e l’assessore Campitelli in Comune Presentato l’esito delle analisi dell’università di Pisa
CARAMANICO TERME. «Confermata la qualità e la quantità della portata delle acque che non presentano elementi di inquinamento. Anzi, stiamo valutando anche la possibilità di verificare che possano emergere acque calde. Ci sono, quindi, tutti i presupposti perché Caramanico torni ad essere punto di riferimento del turismo termale». Lo ha detto il presidente della Regione, Marco Marsilio, dopo aver partecipato all’incontro di ieri mattina, nelle sale del municipio di Caramanico, per presentare l’esito dello studio sulle opere di captazione e proprietà delle acque del pozzo Gisella e della sorgente La Salute.
Marsilio, accompagnato dal presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri e dall’assessore con delega al Territorio, Nicola Campitelli, ha toccato la questione con il sindaco di Caramanico Luigi De Acetis e poi ha proseguito a Sant’Eufemia e Salle dove ha incontrato i sindaci Francesco Crivelli e Davide Morante e raccolto le istanze sul territorio. E riguardo allo studio sulle acque, spiega la Regione in una nota: «Uno studio tecnico-scientifico, commissionato a Terra Energy, spin off dell’Università di Pisa, dalla Regione Abruzzo, ha confermato la qualità e la quantità delle acque termali di Caramanico Terme riguardo alla classificazione come acque minerali». Analisi e verifiche «delle potenzialità e le opere delle acque termali inerenti la concessione mineraria denominata “La salute” e “Santa Croce Pisciarello”, sono state eseguite nel novembre scorso». In particolare, «tra le diverse attività svolte, sono state effettuate le prove di portata su pozzo e una misurazione della portata di sorgente». E ieri i risultati degli esami sono stati illustrati a cittadini e imprenditori di Caramanico che attendono da tre anni la riapertura dell’impianto necessario per far ripartire l’economia e il turismo. «Ci sono tutti i presupposti perché Caramanico torni a essere un punto di riferimento importante per il turismo termale», ha esordito Marsilio, «è una notizia non da poco aver visto confermate la qualità e la quantità della portata delle acque termali da uno studio scientifico molto approfondito e portato avanti con le più moderne tecnologie». Il governatore ha sottolineato che «non è stato rilevato nessun elemento inquinante. Si può procedere, quindi, con assoluta tranquillità, alla coltivazione mineraria delle acque. Anzi, stiamo valutando la possibilità di verificare che possano emergere acque calde, il che potrebbe rappresentare un valore ulteriore rispetto alla tradizionale offerta turistica termale di Caramanico. Gli uffici regionali sono già impegnati nel reperimento delle risorse necessarie per gli approfondimenti».
«Un discorso diverso», ha precisato Marsilio, «è quello relativo all’aggiudicazione della gestione dello storico stabilimento termale e della struttura alberghiera per le quali siamo nelle mani del tribunale fallimentare. Almeno il primo dei due lotti, quello relativo alla gestione dello stabilimento termale, ci auguriamo possa essere aggiudicato in tempi brevi, anche se l’esperienza ci insegna che non sempre si è fortunati al primo colpo in caso di aste fallimentari». Campitelli ha puntualizzato che «l’obiettivo primario è riconsegnare alla piena fruizione dei cittadini abruzzesi l’impianto termale di Caramanico. Stiamo facendo il possibile per fare in modo che venga rapidamente pubblicato il bando per la concessione delle acque».

