Terme, chiesta autorizzazione al fallimento

Caramanico, l’amministratore giudiziario ha presentato l’istanza al Tribunale delle imprese all’Aquila
CARAMANICO. Le Terme di Caramanico verso la dichiarazione di fallimento. La ritiene un atto con «carattere di estrema urgenza» il nuovo amministratore giudiziario della Società delle Terme srl, Guglielmo Lancasteri, che ha chiesto al Tribunale dell’Aquila, sezione delle Imprese, l'autorizzazione a presentare al Tribunale di Pescara il ricorso per la dichiarazione di fallimento.
L’obiettivo di concludere al più presto la procedura è dettato dalla necessità di individuare un nuovo assetto societario dopo quello attuale, che da anni versa in una situazione ritenuta di gravissima crisi economica, aggravata dall’emergenza sanitaria Covid.
Il centro termale della Maiella, che nei tempi passati, ha assicurato benessere all’indotto di albergatori, ristoratori e piccole imprese di Caramanico e dei paesi del circondario, avrebbe dovuto riaprire i battenti ai primi di luglio dopo i vari stop & go degli anni scorsi. Ma le pessime condizioni economiche dell’attuale società, che ha più volte chiesto aiuto alla Regione, non hanno consentito la riapertura dell’impianto che sorge in un luogo dove dal 1576 si sfruttano due acque minerali, una sulfurea con proprietà antinfiammatorie e l’altra oligominerale diuretica, oltre a una vasta gamma di terapie legate alla prevenzione, cura e riabilitazione, che ha trascinato a Caramanico folle di pazienti da tutta Italia.
Ed è per questo che un nuovo assetto societario non può più attendere e che la questione ha «carattere di estrema urgenza», in riferimento ai passi compiuti dal commercialista pescarese, Lancasteri, nominato il 26 luglio scorso amministratore giudiziario della Società Delle Terme s.r.l., che si è occupata di gestire per anni l'impianto di cura a Caramanico Terme. «La procedura fallimentare, per la società che si trova in una situazione ritenuta di gravissima crisi economica, finanziaria e patrimoniale», si legge in una nota dell’Ansa, «è necessaria per individuare un nuovo assetto proprietario più efficiente rispetto al passato, alla luce dell'importanza che la struttura termale riveste per il tessuto economico e industriale del territorio abruzzese». «L'incarico a Lancasteri», prosegue la nota d’agenzia, «consentirà di dare impulso a tale operazione e alla conseguente eventuale gestione provvisoria della società con la nomina di un curatore fallimentare. Una gestione che dovrebbe occuparsi innanzitutto dei dipendenti, in alcuni casi senza stipendi dal 2019, e del rilancio dell’impianto» che per decenni è stato il motore dello sviluppo economico di numerosi paesi del territorio che a gran voce hanno chiesto la riapertura del centro termale. (c.co.)

