Terme di Caramanico e Popoli Sì all’accordo per il rilancio

8 Novembre 2019

PESCARA . La Conferenza Stato-Regioni ha approvato l’accordo nazionale per l’erogazione delle prestazioni termali in aree di crisi industriali, indicando all’Inail tre province per l’annualità 2019...

PESCARA . La Conferenza Stato-Regioni ha approvato l’accordo nazionale per l’erogazione delle prestazioni termali in aree di crisi industriali, indicando all’Inail tre province per l’annualità 2019 destinatarie di interventi tesi al rilancio del settore. Per l’Italia centrale la provincia prescelta è quella di Pescara.
«Si tratta di un importante risultato, che aiuterà le Terme di Caramanico e di Popoli a superare l’attuale emergenza. Un passo importante nelle politiche, già messe in atto dalla Giunta, per rilanciare un settore che abbiamo trovato in uno stato pre-fallimentare. Ringrazio l’assessore Nicoletta Verì», ha detto il presidente della Regione, Marco Marsilio, «che ha lavorato nella Commissione salute della Conferenza delle Regioni per raggiungere questo risultato, per niente scontato. Ora le speranze di un definitivo e completo sviluppo dell’economia termale sono più solide. Nei prossimi giorni l’Inail con FederTerme e le Regioni definirà nei dettagli modalità e quantità degli investimenti»
Dalla Conferenza unificata, inoltre, è giunto il via libera ai tre capitoli in tema di welfare e politiche sociali annunciati al termine della Conferenza delle Regioni dal presidente Stefano Bonaccini. I temi riguardano nello specifico, per l’anno in corso, la lotta alla povertà e all’esclusione sociale, l’adozione del primo Piano triennale nazionale per la non-autosufficienza e gli interventi a favore delle persone in condizione di disabilità gravissima.
«Rispetto allo scorso anno», ricorda Bonaccini, «le Regioni potranno chiedere da subito al Ministero il 50% delle risorse anche in attesa del perfezionamento del previsto Piano regionale, per evitare qualsiasi interruzione dei servizi. Inoltre, sempre sul fronte dei servizi per la disabilità, si sblocca il Fondo per l’assistenza alle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare, il cosiddetto 2Dopo di noi”. Più di 56 milioni che serviranno a far fronte a situazioni estremamente drammatiche in cui la disabilità è aggravata dall’assenza della famiglia».