Termini scaduti, svaniti 4 milioni per le scuole

7 Luglio 2015

ALANNO. Quattro milioni di euro di fondi comunitari destinati alla messa in sicurezza di quattro istituti superiori scolastici pescaresi e chietini che torneranno a Bruxelles. Lo ha denunciato ieri...

ALANNO. Quattro milioni di euro di fondi comunitari destinati alla messa in sicurezza di quattro istituti superiori scolastici pescaresi e chietini che torneranno a Bruxelles. Lo ha denunciato ieri il consigliere regionale del gruppo misto ex M5s Leandro Bracco nel corso di una conferenza stampa nella sede del consiglio regionale a Pescara.

«Nonostante che di denaro ne serva a iosa per rendere sicuri i luoghi che ogni giorno migliaia di ragazzi frequentano, la classe politica abruzzese» afferma Bracco, «per l’ennesima volta dimostra la propria inadeguatezza. E le conseguenze le pagheranno quelle generazioni che di colpe non ne hanno».

Configurando anche il danno erariale, alla denuncia politica Bracco aggiunge segnalazioni alle sedi giudiziarie di competenza. Gli istituti scolastici interessati sono due del Chietino, il liceo scientifico Masci di Chieti (sede principale - 346 iscritti nell’anno scolastico 2011-12), l’Itis Savoia di Chieti (300 iscritti), il Misticoni-Bellisario di Pescara (519 iscritti), il tecnico agrario (Itas) di Alanno (184 iscritti).

Secondo quanto ricostruito da Bracco, nell’ottobre 2012 la giunta regionale pubblica un avviso sulla possibilità di ottenere fondi europei (Par Fas) per la messa in sicurezza di edifici scolastici. Le province di Pescara, Chieti e L’Aquila aderiscono, e nei propri bilanci destinano alcune somme riservate alla messa in sicurezza di 5 istituti superiori, poiché la concessione del contributo rientra nella procedura del cofinanziamento con un 26 per cento a carico dell’ente locale, pena la decadenza dell’assegnazione dei fondi. A ottobre 2014 viene pubblicata la graduatoria delle scuole provinciali ammesse al riparto dei fondi. «Intanto», nota Bracco, «in settembre la Provincia di Pescara, con delibera di giunta mai però portata in Consiglio, dirotta il denaro previsto per la sicurezza delle scuole verso altre destinazioni, cosa che non cambia neanche con l’insediamento del nuovo presidente Antonio Di Marco. L’inizio dei lavori fissato al 6 aprile non avviene», afferma Bracco, «ma viene ottenuta una proroga di tre mesi (concedibile una sola volta). Il 6 luglio sono scaduti i termini: i lavori non iniziano perché», incalza Bracco, «il denaro non è più a bilancio. E dunque circa 4 milioni di euro di fondi scolastici europei vanno persi. Restano da pagare però le prestazioni dei progettisti, questa volta con i soldi della collettività».

Antonio Di Marco però smentisce: «Ho prima blindato il progetto, ne ho fatto predisporre un altro per ulteriori lavori di messa in sicurezza chiedendo l’incremento del cofinanziento da 270mila euro a 369mila. Perciò i lavori all’Itas non sono a rischio. Il progetto è all’esame della Soprintendenza dell’Aquila».

Walter Teti

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