Termometri e accoglienza: le chiese pronte a riaprire

15 Maggio 2020

Le parrocchie cittadine riorganizzano gli spazi interni per rispettare le distanze Guanti e mascherine per i sacerdoti e, all’ingresso, un “servizio di controllo”

MONTESILVANO. Migliaia di fedeli montesilvanesi pronti a tornare sui banchi delle chiese della città. A partire da lunedì 18, i praticanti potranno ricominciare a seguire di persona le Messe che in questi ultimi due mesi hanno potuto ascoltare solo in modalità streaming.
Dopo il via libera a livello nazionale, e alla luce delle disposizioni del Cei (Conferenza episcopale italiana), in questi giorni le parrocchie di Montesilvano si stanno attivando per arrivare pronte all’appuntamento con la ripresa delle celebrazioni. A dare un grande contributo ai sacerdoti anche tanti parrocchiani che si sono messi a disposizione per garantire, ad esempio, il servizio di accoglienza all’ingresso delle funzioni, come previsto dalle disposizioni. Ma questa non sarà l’unica novità che i partecipanti alle celebrazioni troveranno in chiesa da lunedì. Niente segno della pace, acquasantiere vuote, disinfettanti all’ingresso, mascherine obbligatorie, posti contrassegnati e distanziati. E per alcune chiese disponibile anche un termoscanner all’ingresso, come nella parrocchia di Sant’Antonio, in centro.
«Non possiamo obbligare i fedeli alla misurazione della temperatura, che sarà su base volontaria», evidenzia il parroco don Nando Pallini, impegnato in questi giorni a contrassegnare con degli adesivi il centinaio di posti a sedere e quelli in piedi riservati ai fedeli. «I nostri parrocchiani hanno già organizzato uno staff che si occuperà dell’accoglienza nelle due messe giornaliere e nelle 4 domenicali. Io dovrò indossare guanti e mascherina per dare la comunione e toglieremo il segno della pace per paura che qualcuno possa stringersi la mano».
Una situazione diversa, ma che ha anche dei risvolti positivi, secondo il sacerdote. «Il senso di comunità è fatto anche di gesti di affetto, ma sono certo che sapremo dimostrarlo anche a distanza e sarà un'occasione di crescita. C’è da segnalare poi», prosegue, «la generosità dei parrocchiani che hanno donato spontaneamente 2mila euro per aiutare le persone in difficoltà che, purtroppo, sono raddoppiate. Così come le attività commerciali che ci hanno donato alimenti, o le famiglie che hanno promosso nei condomini la spesa sospesa. A questo si aggiunge la collaborazione dei volontari della Caritas che hanno lavorato incessantemente e che ringrazio di cuore». A fare i conti con le distanze di sicurezza e i posti a disposizione in queste ore, anche don Paolo Curioni, sacerdote della parrocchia Beata Vergine Maria Madre della Chiesa di via Sele. «Fortunatamente la nostra chiesa è grande e riusciremo a garantire la presenza di circa 90 fedeli contemporaneamente», evidenzia. «La possibilità di poter tornare in chiesa è un momento che è stato a lungo atteso dai fedeli. Anche se in questi mesi abbiamo provveduto in modalità streaming, poter partecipare di persona è molto importante per loro».
Anche nel quartiere Santa Filomena le persone in difficoltà, in questo periodo, non sono mancate. «La Caritas opera in maniera molto efficiente e, anche quando il servizio è stato temporaneamente sospeso, gli utenti sono stati indirizzati al centro operativo del Comune». Solidarietà a favore dei parrocchiani in difficoltà anche a Villa Carmine, come spiega il parroco della chiesa della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo, don Valentino Iezzi. «Tante persone hanno effettuato donazioni in denaro o acquistando dei buoni spesa nelle attività commerciali del quartiere», rivela. «Questo è uno degli aspetti positivi, come pure la partecipazione agli appuntamenti in streaming da parte di persone che si erano allontanate dalla Chiesa».
Anche don Valentino in questi giorni è alle prese con il posizionamento delle sedie che consentiranno a circa 150 parrocchiani (contro i 400 posti circa di capienza della nuova chiesa di Villa Carmine) di partecipare agli appuntamenti con la Messa quotidiana e con le tre domenicali. «Abbiamo anche due pergolati esterni», ricorda il parroco, «quindi, se i posti non dovessero bastare, li allestiremo, soprattutto in vista delle attività parrocchiali che riprenderanno dal 24 maggio».
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